America's Cup

Alinghi vs Bmw Oracle, scontro in mare? No a terra

Nuova, poco edificante puntata nella guerra tra i due sindacati, iniziata due anni fa nelle aule dei tribunali.

vela,america s cup,alinghi 5,coppa america,alinghi,catamarano AP Brian Stefen Paul 09/02/2010

Il primo match race della XXXIII America’s Cup tra Alinghi e BMW Oracle sarà pure saltato a causa del vento troppo debole di Valencia ma la guerra tra i due sindacati (perché di guerra vera e propria trattasi), iniziata e consumatasi per due anni nelle aule della Corte Suprema di New York, ha comunque vissuto una nuova, poco edificante puntata.

Tutto è successo all’alba di lunedì mattina, prima dell’inizio della regata poi rinviata. Ma andiamo con ordine: la sera prima, il challenger statunitense aveva fatto pervenire al defender la richiesta di poter far salire un proprio rappresentante sulla barca della giuria. Gli svizzeri hanno acconsentito a malavoglia, ponendo però una condizione: quel rappresentante non avrebbe dovuto essere Tom Ehman, portavoce del portavoce del Golden Gate Yacht Club e “persona non gradita” ad Alinghi perché già in passato fonte di tensioni tra i due circoli.

Ieri mattina però Bmw Oracle ha mandato all’imbarco proprio Ehman. Apriti cielo: la situazione è subito degenerata. L’inviato dello sfidante ha provato a salire a bordo nonostante il divieto del comandante della barca giuria ed è stato fisicamente bloccato dagli altri componenti dell’equipaggio. Lo statunitense, dopo qualche spintone condito con una buona dose di urla e minacce, ha poi rinunciato al suo intento. Buon per lui, visto che, dopo circa 4 ore di attesa, il comitato ha annullato il match race.

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