Atletica

Caso Thanou, Cio e Iaaf divisi

Cio e Iaaf ancora non riescono a trovare una linea comune sulla finale dei 100 metri di Sydney 2000.

atletica,olimpiadi sydney 2000,marion jones,katerina thanou AP Marco Arceri 15/12/2009 Con nove anni di ritardo (complimenti per il tempismo), Cio e Iaaf rimettono mano ai famosi 100 metri di Sydney 2000, rimasti praticamente senza una vincitrice. All’epoca andò così: a vincere l’oro in pista fu Marion Jones, davanti alla greca Katerina Thanou e la giamaicana Tanya Lawrence. Merlene Ottey finì fuori dal podio, quarta.

Come poi sono andate le cose, è arcinoto. La Jones è rimasta invischiata nella vicenda Balco, il famigerato laboratorio californiano all’avanguardia in materia di doping. E’ stata squalificata, ha perso tutte le medaglie (cinque solo alle Olimpiadi di Sydney) e gli onori sportivi, è finita persino in carcere per una truffa a base di assegni scoperti.

Dunque, in teoria, l’oro di Sydney lo si sarebbe dovuto assegnare alla Thanou. Se Atene piange, però, Sparta non ride: nel 2004 Katerina evitò insieme al connazionale Kenteris un controllo antidoping alle Olimpiadi di Atene 2004. Era il terzo test consecutivo che saltava, per questo venne squalificata per due anni: la Thanou non è mai stata trovata positiva, ma certo nel suo caso esistono sospetti più che fondati.

Non colpevole, ma neanche pienamente innocente: che fare? Assegnarle l’oro di Sydney è sembrato troppo al Comitato olimpico internazionale, che ha infatti deciso di lasciarla seconda, a condividere l’argento con la Lawrence (e bronzo alla Ottey). Non così ha pensato invece la Iaaf, la federatletica internazionale, che ha invece attribuito alla Thanou quella vittoria olimpica. Solo pro forma però, perché – in una nota diffusa – la Iaaf ha spiegato che “in conseguenza di una decisione del Cio, la Thanou non riceverà la medaglia d'oro e conserverà quella d'argento”. Quel pasticciaccio brutto di Sydney...

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