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Il gomito del tennista

Tra le problematiche di frequente riscontro tra gli sportivi, vi è l’epicondilite, o gomito del tennista o tennis elbow.

sport,medico,lesione,muscoli,epicondilite Guglielmo Cerullo 05/06/2001 Tra le problematiche di frequente riscontro tra gli sportivi, vi è l’epicondilite, o gomito del tennista o tennis elbow. Questa è una infiammazione dei tendini estensori del polso (Fig. 1), che si manifesta con dolore nel punto in cui questi si inseriscono in una area laterale del gomito, chiamata appunto epicondilo.
Questi tendini, ed i rispettivi muscoli vengono sollecitati in maniera massimale quando si chiede al polso di rimanere ben saldo nell’esecuzione di alcuni gesti sportivi e soprattutto quando vogliamo eseguire una estensione del polso con un attrezzo sportivo in mano. Questa patologia quindi è di frequente riscontro soprattutto tra tennisti (da cui il nome), ma anche tra ibody builders, schermitori, tiratori con la pistola, pongisti, giocatori di squash, nonché tra alcuni lavoratori manuali come carpentieri, dattilografi, sarti e barbieri.
Tipicamente l’epicondilite insorge in soggetti tra i 30 e 50 anni di età ed è quindi inquadrabile nelle cosiddette “over-use sindromes”, nelle quali cioè riconosciamo tra i fattori causali, oltre l’abnorme sollecitazione, anche un fisiologico logoramento involutivo delle strutture tendo-inserzionali. Altre cause predisponenti sono un’errata impostazione del gesto tecnico, nel nostro caso il rovescio del tennis, un impiego di attrezzature e materiali inidonei e squilibri tra gruppi muscolari.
Spesso il tennista con epicondilite “porta” il rovescio con tecnica imperfetta, non sfruttando appieno la muscolatura del tronco e della spalla e sovraccaricando il gomito e\o il polso; impugna la racchetta in maniera simile per il dritto e per il rovescio, lasciando il pollice esteso e quando colpisce la palla spesso si trova con gomito anteriore al tronco e troppo alto. La palla inoltre deve essere colpita nel centro della racchetta, per sfruttarne appieno le proprietà elastiche e diminuire le propagazioni di onde d’urto che si generano con il colpo.
Altri fattori che concorrono all’insorgenza dell’epicondilite, inducendo un eccessivo sforzo muscolare al momento del colpo, sono: l’impiego di racchette troppo pesanti o leggere ma troppo rigide, mal bilanciate, con corde sintetiche troppo tese, l’impugnatura troppo grande o troppo piccola, l’uso di palle sgonfie o bagnate o troppo dure e pesanti, il gioco su superfici veloci, la presa troppo energica o troppo vicina all’estremità della racchetta.
L’epicondilite si manifesta con dolore ad insorgenza brusca o graduale, localizzato in un punto laterale del gomito nell’ esecuzione del gesto sportivo. Comune è anche una certa debolezza della presa, che nei casi più gravi può rendere impossibili o difficili gesti quotidiani come sollevare un piatto o un bicchiere, versare l’acqua da una caraffa o da una bottiglia, stringere la mano, aprire una serratura, strizzare un panno bagnato.
Il trattamento dell’epicondilite si basa sull’ evitare i gesti che evocano dolore, sull’assunzione di antiinfiammatori e sull’applicazione specifica di terapie fisiche antalgiche (laser, ultrasuoni, onde d’urto, ipertermia). In alcuni casi sono utili le infiltrazioni locali di cortisone. Gli esercizi di ricondizionamento muscolare sono alla base della riabilitazione (stretching, esercizi isometrici, isotonici ed eccentrici). Ma poiché prevenire è meglio che curare, ecco alcuni consigli pratici per evitare l’insorgenza “ex novo” dell’epicondilite od una sua recidiva:
- adeguato stretching (Fig. 2) e potenziamento dei muscoli estensori del polso prima di intraprendere uno sport a rischio;
- opportuno riscaldamento prima di un allenamento o di una partita;
- correzione dei difetti del gesto tecnico;
- adozione di un equipaggiamento sportivo idoneo. A questo proposito è bene seguire i consigli di un esperto per la scelta della racchetta e dell’accordatura. Impiegare palle non troppo pesanti; applicare eventualmente uno shock abosorber sulla racchetta ed impugnarla in maniera corretta;
- preferire superfici di gioco non eccessivamente veloci (terra rossa);
- utilizzare un cinturino per epicondilite alla ripresa dell’attività sportiva (Fig. 3).


Didascalie illustrazioni
Figura 1: I muscoli estensori del polso o epicondiloidei;
Figura 2: Esercizio di stretching dei muscoli epicondiloidei;
Figura 3: Il cinturino antiepicondilite.
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