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Italia ok, il Dream Team è solo un sogno
L’Italia impartisce una lezione di basket agli States: 95-78 il risultato finale, gara senza storia. Gli americani, presuntuosi e supponenti, conoscono la loro peggior sconfitta dall’avvento delle stelle Nba.
Marco Arceri 04/08/2004
Una serata da incorniciare, la piccola Italia che impartisce una sonora lezione di basket ai maestri statunitensi. Eppure, dopo il terzo posto dell’Europeo svedese, bisognerebbe prendere atto che quest’Italia, priva di grandi nomi ma con tanta volontà, piccola non lo è affatto.
E’ la settima vittoria di Azzurra contro gli americani, la prima fu a Lubiana nel 1970 (Recalcati in campo), ma soprattutto è la sconfitta più pesante subita dagli States dal 1992, da quando cioé scesero in campo le stelle dell’Nba. A Colonia le stelle però non hanno brillato, anzi la sensazione è che a parte Iverson e Duncan questa sia una squadra di onesti mestieranti. Bravi tecnicamente, e micidiali nell’uno contro uno, ma anche indolenti, presuntuosi e senza cuore. Atene probabilmente sarà un’altra musica ma ieri hanno suonato solo gli Azzurri.
Recalcati li ha schierati a zona, per tutta la partita. Una ragnatela in cui gli americani si sono persi, via via che tentavano di avvicinarsi al canestro italiano. Gli Azzurri hanno limitato il passivo nei primi due tempi (14-23, 35-41), poi sono esplosi nel terzo (64-56) e hanno finito in carrozza l’ultimo, rifilando un pesantissimo +18 agli americani. Recalcati ha trovato per strada i punti di Basile (25) e Galanda (28), ma assai preziosi sono stati anche Pozzecco, Chiacig e Righetti.
The day after
Un successo così non può che lanciare l’Italia, che sogna già un’altra sorpresa sul modello svedese. Entusiasmo che può essere però un’arma a doppio taglio, e così Recalcati, smessi i panni del Rommel-stratega che ha beffato i più potenti americani, deve indossare quelli del pompiere: ”Abbiamo giocato e vinto sui loro errori e sulla loro presunzione, abbiamo imparato qualcosa che entrerà a far parte del nostro bagaglio tecnico e umano in vista di Atene. Ma ora di nuovo al lavoro, non possiamo pensare di campare di rendita su questa partita”. E ci mancherebbe.
Per gli Usa è una Pearl Harbour, ed i telegiornali delle principali reti (Cbs, Abc, Fox) non fanno a meno di notarlo. ”Disastro”, ”vergogna”, ”scandalo” sono le parole più frequenti nelle analisi dei commentatori. Che ora temono di ritrovarsi tra le mani un giocattolo incompleto e fragile (anche sui nervi: di qualche giorno fa la lite di Iverson con il coach Larry Brown, ex Detroit). Fondamentali saranno i prossimi test match contro Jugoslavia e Germania: in caso di prove non convincenti, gli americani rischiano di doversi svegliare dal loro ”Dream” prima ancora di addormentarsi.






















