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E’ un omino piccolo piccolo il nuovo pioniere del basket. 170 centimetri tutti a mandorla per l’ultra compatto Yuta Tabuse. Su spalle tanto basse è salita un’intera nazione bramosa di guardare il primo compatriota vestire una casacca Nba.

Yuta Tabuse, un giapponese in Nba

E’ un omino piccolo piccolo il nuovo pioniere del basket. 170 centimetri tutti a mandorla per l’ultra compatto Yuta Tabuse. Su spalle tanto basse è salita un’intera nazione bramosa di guardare il primo compatriota vestire una casacca Nba.

sport,basket,tabuse,phoenix,nba   E’ un omino piccolo piccolo il nuovo pioniere del basket. 170 centimetri tutti a mandorla per l’ultra compatto Yuta Tabuse. Su spalle tanto basse è salita un’intera nazione bramosa di guardare il primo compatriota vestire una casacca Nba. E’ successo stanotte nel deserto dell’Arizona, Phonenix.

Yuta Tabuse ha indossato il numero 1 dei Soli. Il numero del vero pioniere. D’Antoni l’ha mandato in campo per gli ultimi 10 minuti con Phoenix già in totale controllo della gara. Lui ha risposto con una tripla e 4 tiri liberi che hanno mandato in visibilio la claque nipponica.

Lunedì la dirigenza dei Suns aveva annunciato che il playmaker giapponese era tra i 12 in divisa per l’esordio stagionale. Un paio di decine di giornalisti dal Sol Levante prendeva nota e festeggiava con quella cerimonia sempre degna e contenuta tipica della loro cultura. Lui sorride. Sarà il terzo play dietro a Steve Nash (canadese) e Leandro Barbosa (brasiliano). Tagliato il veterano Howard Eisley (Usa). Vista da questo piccolo angolo di Nba, il naufragio olimpico del “No Dream Team” ha acceso ancor più lo sguardo esterofilo della lega.

Certo come al solito in simili vicende è pronto dietro l’angolo il coro di quelli che ne fanno solo una questione di marketing. D’Antoni (coach Suns) e gli altri della dirigenza si affannano a smentire, ma la storia ci insegna ormai che l’unica e ultima parola è quella del parquet.
Dopo aver giocato due stagioni per il college di Division II BYU-Hawaii, Tabuse aveva annusato la Nba già lo scorso anno. I Denver Nuggets lo tagliarono alla fine del training camp, prima che si allacciasse le scarpe per le gare ufficiali. Poi quest’estate le buone prove in maglia Suns nelle Summer League a Las Vegas e al Rocky Mountain Review.

Il giapponesino è una point guard rapidissima. Una scheggia impazzita in campo aperto, dove può sfruttare la sua taglia ridotta. Dice che il suo idolo è Magic Johnson e i suoi passaggi costantemente no-look, guardando da un’altra parte, hanno quel modello insuperato. “Tutti nella Nba sono grandi e veloci. Ma io penso che la cosa più importante è il mio cuore, e la mia testa”, dice Tabuse.

Per il Giappone è un momento storico. Tabuse prova a scrollarsi di dosso i gravosi paragoni con Ichiro Suzuki e Hideo Nomo, eroi del baseball made in Japan e poi protagonisti pure nella MLB. Ma ormai la macchina dell’immaginario è avviata e inarrestabile come al solito. E’ una tremenda responsabilità con cui Tabuse dovrà confrontarsi. O prenderla in contropiede con la sua tremenda rapidità.
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