euro 2012
Euro 2012

POWERED BY SPORT.IT

Clamorosa eliminazione degli Azzurri a Daejeon, Un golden gol di Ahn rispedisce a casa gli azzurri. Corea del Sud aiutata da arbitro, pubblico ed entusiasmo.

Siamo battuti dalla Corea

Clamorosa eliminazione degli Azzurri a Daejeon, Un golden gol di Ahn rispedisce a casa gli azzurri. Corea del Sud aiutata da arbitro, pubblico ed entusiasmo.

calcio,portogallo,buffon,corea,figo  © Associated Press Il dogma del calcio italiano è obsoleto. Vincere con un gol di scarto, secondo la filosofia di Giovanni Trapattoni, significa sempre difendere il risultato. L’Italia più bella vista al Mondiale esce sconfitta per l’atteggiamento remissivo dimostrato nel secondo tempo. Avanti di un gol gli Azzurri, secondo le scelte del tecnico, hanno pensato a difendersi, favorendo l’assedio arrembante delle furie coreane sospinte da pubblico e arbitri.

Una situazione gravissima per il calcio italiano, che dovrà alla svelta riprendersi da una crisi che, con la clamorosa eliminazione di oggi, rischia di precipitare. Molti club in Italia sono sull’orlo del lastrico, il governo calcistico di Carraro non ha il minimo peso politico, la filosofia di gioco non è al passo con i tempi.

Bisognerà ripensare la serie A, rivedere la formula a 18 squadre – dimagrendo a 16, rendere il campionato meno schizofrenico e più adeguato alle nuove esigenze europee. Bisognerà, per il futuro, anche pensare ad un tecnico della Nazionale che si aggiorni sulle novità che la tattica calcistica ha proposto, negli anni. Per non ritrovarsi, a Germania 2006, con una squadra che ancora pensa a non prenderle.

Bisognerà ricostruire per intero la Figc, ritrovando un presidente, dei manager, che siano in grado di interagire con la Lega e con il resto d’Europa e del Mondo. Perché così non si può andare avanti. Abbiamo sbagliato nell’affrontare la partita degli ottavi con la Corea del Sud, non abbiamo ucciso l’avversario barcollante e disarmato e siamo stati danneggiati enormemente dall’inutile peso specifico dell’Italia calcistica nel mondo. A tutti, fuorché al nostro paese, faceva piacere che oggi vincessero i coreani. Lo voleva Blatter e la Fifa, il comitato organizzatore e tutti i nostri avversari.

L’arbitro ecuadoriano Moreno ha condotto la gara spudoratamente a favore della Corea del Sud, ripetendo una situazione, un modo di agire, che è proprio di uno sport come il calcio. Puntualmente si ripresenta, partita dopo partita, mondiale dopo mondiale. Chi gioca in casa è favorito, chi conta politicamente è favorito. Ma è compito dei dirigenti, Carraro in primis, tutelare l’Italia, convincere, cercare consensi, cambiare gli assetti e gli equilibri. E non giocare a golf mentre la Croazia batte l’Italia al Mondiale con due gol regolarissimi annullati.

Abbiamo rivisto, prima della partita, gli incontri di pugilato alle Olimpiadi di Seul nel 1988. Un coreano, Park Si Hun, vinse una medaglia d’oro clamorosamente regalata dai giudici. Quello stesso pugile, prima di essere campione olimpico dei superwelter, vinse agli ottavi di finale contro Vincenzo Nardiello, un pugile romano senza particolare talento, ma che battè regolarmente il pugile coreano. Il verdetto dei giudici, che furono poi dimostrati corrotti, consegnò la vittoria al padrone di casa.

Oggi è successo lo stesso. L’arbitro ha concesso un calcio di rigore da non credere davvero possibile dopo soli tre minuti di gioco. L’arbitro ha espulso Totti per doppia ammonizione nel primo tempo supplementare per un presunto fallo di simulazione in area. L’arbitro, nel secondo tempo supplementare, ha annullato un gol valido a Tommasi per posizione di fuorigioco, che non c’era.

C’è abbastanza per costruire un intero processo all’arbitro e alla Fifa, ma non sarebbe giusto. Trattano l’Italia del calcio come è giusto che sia trattata, in questo momento della sua storia. L’Italia è vecchia, non vale più niente, ha delle filosofie di gioco che non sono più proponibili. Trapattoni, ascoltando il furor di popolo, aveva inserito la formazione corretta per contrastare i coreani. Il tridente Totti Del Piero Vieri ha costretto la formazione di Hiddink a difendersi senza poter attaccare.

Il centrocampo ha funzionato alla meraviglia, grazie a Del Piero l’Italia ha un uomo in più per mantenere il possesso di palla e spostare gli equilibri. Vieri ha portato in vantaggio l’Italia dopo meno di 20 minuti di gioco e dei coreani non si è avuta notizia fino al 16 minuto della ripresa quando Trapattoni ha commesso harakiri.

Cambio, Gattuso per Del Piero. La partita ha cambiato faccia, volto, direzione. Hiddink, che è esperto e più moderno del Trap, ha colto la palla al balzo, inserendo un attaccante al posto di un difensore. La contromossa del tecnico olandese è riuscita a spostare repentinamente il baricentro del gioco verso la porta di Buffon, che ha cominciato a vacillare e a tremare, prima del gol di Seol all’88.

Due errori di Vieri solo davanti al portiere, poco prima e poco dopo il pareggio della Corea del Sud, presagivano il peggio. Totti e Vieri da soli, stanchi e dimenticati da Trapattoni, non ce la fanno più a sostenere il ritmo forsennato degli avversari. I coreani si trovano cinque minuti dopo il pareggio in superiorità numerica per l’espulsione dello stesso Totti, con l’entusiasmo della rimonta, con l’arbitro ormai decisamente schierato a loro favore. Il gol di Ahn sei minuti prima dei calci di rigore è il triste epilogo dell’Italia al Mondiale.

La truppa azzurra tornerà già domani a Fiumicino, con un obbligo. Ricostruirsi, dalle fondamenta. Dal tecnico al presidente della Figc, dai contratti televisivi ai contratti dei giocatori, dalle filosofie ai moduli, che andranno aggiornati.

Intanto, in pieno terzo millennio, ancora i giudici sportivi non interpretano la giustizia intesa in senso latino e democratico. Ancora, ed è il 2002, il giudizio dell’arbitro dipende dalle aristocrazie e dalle scale gerarchiche, piuttosto che dagli ideali di giustizia e lealtà. E’ sempre stato così in tutti gli sport e la storia non cambia anzi si continua a ripetere.

“Welcome to the Azzurri’s Tomb”. Un importante striscione esposto nell’oceano rosso del World Cup Stadium di Daejeon, intriso del ricordo della Caporetto azzurra del 1966, rievocata. E’ stata davvero la nostra tomba, la morte di un modo di vedere e giocare al calcio che deve cambiare. Riciclarsi per rinascere al più presto, come accadde nel lontano ’66.
SCHEDE CORRELATE

ADV

LE STATISTICHE di SERIE A

Tutte le statistiche >
GOL
GOL FATTI
1o Juventus 72
2o Roma 69
3o Napoli 64
5o Inter 57
4o Fiorentina 56
Cartellini
GOL SUBITI
19o Livorno 67
17o Sassuolo 62
20o Catania 59
10o Verona 58
18o Bologna 52
SELEZIONA UNA COMPETIZIONE

NEWS

 

VAI A TUTTE LE NEWS >
CERCA SCHEDE
INFO QUOTE Scommesse