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Il desiderio di Jan
Escluso dal giro del ciclismo che conta, il tedesco Jan Ullrich non getta la spugna. E chiede: "Datemi un altro Tour".
AP
Marco Arceri 18/12/2006
Senza contratto, con l'immagine ormai sporcata da quintali di fango e pesanti sospetti di coinvolgimento in una delle più clamorose inchieste sul consumo di doping nel ciclismo (e non solo), l'Operacion Puerto spagnola. Questo è lo stato d'arte di Jan Ullrich al momento. Disoccupato di lusso. A 32 anni, un Tour de France in carriera (nel 1997, unico tedesco a vincere la Grande Boucle), e tanti rimpianti.Liceziato a luglio dalla T-Mobile, privo di licenza (ha perso quella svizzera), senza contratto con alcun team, Ullrich è un paria del ciclismo internazionale, peggio di Ivan Basso, che almeno in Italia è stato assolto e un contratto - con la Discovery Channel - ce l'ha. Ma per il trentaduenne di Rostock, la carriera non è finita qui. E vorrebbe ripartire dal Tour de France, croce e delizia della sua biografia agonistica.
"Già l'anno scorso non ho potuto partecipare - spiega il ciclista in un'intervista all'Equipe - questa volta vorrei farlo, per far capire a tutti che non sono finito. Ma so che difficilmente otterrò un ingaggio con un team della Pro Tour". Poi la difesa d'ufficio, che è come un affondo: "Su di me sono state dette tante bugie, la stampa tedesca mi ha dipinto come un criminale. Mentre nel suo paese Lance Armstrong è stato descritto come un eroe, io in Germania sono presentato come una persona spregevole".






















