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Si riparte da Shangai

Dopo la lunga sosta, la F1 riparte dal Gp della Cina. Presentazione del modernissimo circuito di Shangai.

f1 schumacher ferrari circuito shangai Marco Arceri 21/09/2004 Dopo solo due anni di gare il matrimonio tra Cina e motori sembra funzionare alla meraviglia . Più di un miliardo di persone, centinaia di milioni di nuovi ricchi, pronti a tuffarsi in un mare di gadget, di diritti televisivi e di spettacolo. Un vero e proprio Bengodi per un movimento sportivo che da sempre è molto attento anche al businness.

E se il vecchio Impero Celeste è oggi un gigante che si sta ridestando da un lungo sonno e si sta rimettendo in movimento, cuore e testa del colosso sono a Shangai. Se Pechino è la capitale politica dell’impero, Shangai è quella economica. Con più di 16 milioni di abitanti, la metropoli costruita sulla foce del fiume Yangtse produce da sola 1/12 della produzione industriale nazionale, ospita 1/4 dell’attività di import-export e rende alle casse statali 1/8 dell’intero gettito fiscale cinese.

In questo mondo contagiato da un’improvvisa frenesia plutocratica, Bernie Ecclestone ci volle entrare con entrambi i piedi. Il circuito, completato nel 2004, è lungo 5 chilometri e mezzo e prevede 56 giri. Garantisce spettacolo e passione del pubblico, anche perché la visuale della pista è perfetta; le autorità politiche del Partito sono perennemente mobilitate nella tre giorni del Gp, occasione per mettersi in mostra e concludere affari. Il recente arresto del capo del partito locale - che sembra nascondere una faida tra i gruppi dirigenti delle due capitali, quella politica e quella economica - in apparenza non ha intaccato la briosa e frenetica atmosfera affaristica della città.

Di certo il circuito solletica anche la fantasia dei piloti. La pista prevede sedici curve ed è stata progettata in modo da alternare veloci accelerazioni a brusche frenate. A queste latitudini Schumacher non ha mai sorriso più di tanto: un dodicesimo posto nel 2004 (vinse Barrichello, all'epoca ancora ferrarista) e un ritiro nel 2005. .Ma, dice il tedesco, "la pista continua a piacermi molto, e c'è sempre una prima volta". Nel suo caso, visto l'imminente ritiro, sarà però pure l'ultima.

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