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Cinquant'anni di Alex Ferguson

Lo storico allenatore-dirigente del Manchester United festeggia i cinque decenni nel pallone, da giocatore e da tecnico. Ritratto di un'istituzione del calcio inglese.

manchester united,alex ferguson,premier league calcio 2008 2009 AP Marco Arceri 18/11/2008 Cinquanta candeline da spegnere, cinquanta anni di pallone in prima linea. Sabato scorso i suoi giocatori del Manchester United gli hanno fatto un bel regalo: un 5-0 (ironia dei numeri) rifilato allo Stoke City per festeggiare le nozze d’argento con il calcio di Alex Ferguson, molto di più di un semplice allenatore. Sono passati cinquant’anni da quando, allora 16enne, il Ferguson operaio a Govan (sobborgo di Glasgow) fa il suo esordio con i dilettanti del Queen’s Park.

Di lì Saint Johnstone, Dumferline, Rangers Glasgow, Falkirk e Ayr United. E poi la carriera da allenatore: in tutto cinque decenni consacrati al pallone e una vita di trionfi segnata anche dall’ascesa sociale. Da operaio – lui che si è sempre definito laburista – a baronetto della Regina, di qui l’appellativo di sir Alex.

E’ sulla panchina del Manchester United dal 1986. Cambiano i giocatori, i dirigenti, gli allenatori, ma Ferguson rimane nell’inedita e inimitabile veste di allenatore-dirigente-factotum con poteri illimitati. Arrivò allo United nel 1986 sull’onda dei risultati e delle vittorie raccolte in Scozia, nei suoi otto anni di regno ad Aberdeen, e dopo una breve direzione della nazionale scozzese.

I suoi numeri a Manchester: dieci campionati inglesi, due Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe (un’altra ad Aberdeen), una Supercoppa europea (un’altra ad Aberdeen), cinque Coppe d'Inghilterra, due Coppe di Lega inglesi, otto Chatiy Shield. E decine di campioni cresciuti, allevati, fatti giocare: da Beckham a Giggs, da Cantona a Keane, da Scholes a Rio Ferdinand, da Hughes a Cristiano Ronaldo, da Van Nistelrooy a Rooney e scusate chi dimentichiamo.

Ferguson è più di un allenatore. E’ un fenomeno incomprensibile in Italia, dove la figura del tecnico-manager sarebbe fatalmente fagocitata dalla tendenza a divorare allenatori su allenatori. Per dire, a bloccare il trasferimento di Cristiano Ronaldo al Real Madrid è stato proprio sir Alex, suo mentore e scopritore.

Impossibile immaginarsi di vedere Ferguson altrove, è ormai come fosse un pezzo di Old Trafford. E lui, a 67 anni, continua a pensare al Manchester United: “Abbiamo parecchi giovani di valore, giocatori come Danny Welbeck (17 anni, ndr) o Jonny Evans (20)”. Il futuro è dietro l’angolo.

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