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LA JUVENTUS E IL FASCISMO

1906-1942. Dopo la Grande guerra la Juventus deve aspettare fino al 1926 per il secondo scudetto. Ma, dal 1931, con l'avvento del girone unico, a Torino arrivano conque scudetti consecutivi, il quinquennio d'oro

calcio,juventus,serie a Courtesy of Giampiero Tutaro Alessandro Lombardi 21/06/2001 1908 – La Pro Vercelli vince il primo dei suoi sette scudetti, affermando il gioco di squadra, la professionalità e l’attaccamento alla maglia come caratteri vincenti nel gioco del calcio. La Juventus, nel frattempo, vive una brutta fase di condizione economica che non permette alla società di ottenere risultati di rilievo. La FIF cambia nome in FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) .

1913 – Solo un difficile ed accurato lavoro diplomatico permette alla Juventus di non retrocedere. Il primo anno in cui vengono indette le retrocessioni per l’ultima classificata, la Juventus giunge ultima nel girone piemontese. Viene inserita l’anno successivo nella prima categoria del girone lombardo, dove mancava una squadra, evitando l’onta della retrocessione. I fratelli Francesco e Giovanni Mauro, l’uno dirigente dell’Inter e l’altro dirigente federale, sono stati gli uomini decisivi nella trattativa.

1923 – Un anno importante per la creazione della F.C. Juventus moderna. Il nuovo presidente della società è Edoardo Agnelli, figlio di Giovanni fondatore della FIAT, che deve anche inaugurare il primo vero stadio, in muratura, in corso Marsiglia. La famiglia Agnelli vuole portare subito la Juventus ai massimi livelli, acquistando il primo vero allenatore professionista della storia juventina, l’ungherese Jeno Karoly, che morirà due anni dopo, per problemi di stress. Mentre in squadra debutta colui che viene ricordato come uno dei più grandi portieri di tutti i tempi, Giampiero Combi, l’ingerenza del CONI, istituzione politica fondata dal fascismo, diviene rilevante sulle vicende del campionato di calcio.

1926 – Il campionato è ormai diviso in due gironi, l’uno della Lega Nord e l’altro della Lega Sud. La Juventus conquista il secondo scudetto battendo in finale prima il Bologna poi l’Albo Roma, società fondatrice l’anno dopo della A.S. Roma. Il 1926 è anche ricordato come l’anno in cui la dirigenza fascista, grazie al peso politico del CONI, entra definitivamente a fare parte integrante della vita del campionato di calcio. Viene stipulata, nel giugno, la “Carta di Viareggio”, che ridistribuisce gerarchicamente i poteri tra commissione arbitrale, commissione tecnica, leghe e CONI oltre che vietare l’utilizzo di giocatori stranieri.

1928 - Nel campionato è preclusa l’importazione di calciatori stranieri ma la Juventus, godendo anche del riserbo che la dirigenza fascista portava nei confronti della famiglia Agnelli, riesce a comprare, e a schierare, Raimondo Orsi, stella della nazionale argentina. La nazionalizzazione di Orsi, che portò per anni i colori azzurri, fu fatta grazie ad alcuni parenti italiani del calciatore, inaugurando l’arrivo in Italia di molti giocatori italo-argentini..

1930- Nasce il girone unico. La Juventus schiera un trio difensivo insuperablile, formato da Combi Caligaris e Rosetta. Gli acquisti dei terzini Caligaris e Rosetta, l’uno del Casale e l’altro del Pro Vercelli, tennero banco nel corso di tutti gli anni venti. La Juventus, acquistando i due giocatori, elementi cardine della nazionale, muoveva i primi passi verso la concezione moderna di calciomercato. Rosetta firmò per la Juve a campionato in corso e Caligaris arrivò a Torino senza il consenso del Casale. All’epoca queste vicende fecero discutere, si sollevarono dubbi sulla validità dei trasferimenti.

1933 – La Juventus tra il 1931 e il 1935 si aggiudica cinque scudetti consecutivi. Nel 1933, in occasione dei Giochi Universitari Mondiali, viene edificato a Torino lo Stadio Comunale, adiacente a Piazza D’Armi, che diventerà lo stadio della F.C. Juventus fino agli anni ’90 del secolo, abbandonato l’anacronistico, e non adatto, impianto di via Marsiglia.

1935 – Termina, con l’ultimo degli scudetti consecutivi, il quinquennio d’oro. La Juventus è divenuta, egemonizzando il calcio italiano, l’esempio stilistico-tecnico del paese e l’ossatura della nazionale Campione del mondo a Roma nel 1934. Sono gli anni in cui nasce lo stile Juventus, dovuto ad una impeccabile reggenza della famiglia Agnelli, oramai determinante nelle sorti economiche del paese, ed alle abilità dirigenziali dei suoi responsabili, tra cui il barone Mazzonis e il pluridecorato allenatore Carlo Carcano. Sono gli anni in cui comincia a sedimentarsi in una parte di tutto il paese l’amore verso la squadra di Torino. La formazione tipo di quegli anni era così composta: Combi; Rosetta, Caligaris; Varglien I, Monti, Bertolini; Munerati, Cesarini, Vecchina, Ferrari, Orsi. Il 1935 è anche ricordato come l’anno della scomparsa di Edoardo Agnelli, morto in un incidente aereo.

1942 – Gli anni immediatamente successivi al quinquennio sono segnati da un naturale ricambio tecnico, la grande squadra cedeva il passo ad una giovane e più inesperta formazione. Il 1942 si ricorda come l’anno della seconda vittoria in Coppa Italia (la prima nel 1938).

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