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Ibra nel paese delle meraviglie

Ancora fermo ai box per l’infortunio alla mano, Zlatan Ibrahimovic racconta i suoi primi giorni da giocatore del Barcellona. Entusiasmo alle stelle e parola di zucchero per tutti, compagni e allenatore.

zlatan ibrahimovic,liga spagnola calcio 2009 2010,barcellona calcio AP Marco Arceri 02/08/2009 Ancora deve conoscere i suoi musi lunghi, le sue sfuriate, i suoi capricci: contraltare del resto di un genio calcistico senza limiti. Per ora il Barcellona da Ibrahimovic ha raccolto solo lodi e applausi, baci sulla maglia e sorrisi in mondovisione. Fermo dopo l’operazione alla mano sinistra, mentre i suoi compagni hanno battuto i Los Angeles Galaxy di Beckham 2-1 in America, Zlatan dalle pagine del Mundo Deportivo ha tessuto lodi smisurate della sua nuova squadra.

Ibra nel paese delle meraviglie: “E’ bellissimo qui, tutto va bene e tutti si comportano con molta naturalezza. C’è la cultura del gioco del calcio, con tanti giocatori di livello. Messi è incredibile, con lui sembra di giocare alla playstation. Ma ci sono anche Henry, Iniesta, Xavi: li vedi e pensi che qui sono tutti grandi giocatori”.

Rapporto idilliaco anche con l’allenatore Josep Guardiola: “Con lui parlo italiano, lo parla perfettamente. Già mi ha dato le prime indicazioni su cosa dovrò fare in campo, sta facendo un grandissimo lavoro al Barcellona: è un tecnico che ti fa lavorare sempre con il pallone, come faceva anche Mourinho. Anche perché lui è stato innanzitutto un grandissimo calciatore, e chi non lo ammira, allora evidentemente non capisce nulla di questo gioco”.

Arrivare in un Barcellona che ha vinto tutti, migliorarsi e migliorare i risultati della passata stagione è virtualmente impossibile: “Sì lo so che sarà difficile ripetere la tripletta dello scorso anno, ma la mentalità resta la stessa e ci proveremo”.

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