Serie A

Juve a rilento, a Livorno solo pari

1-1 al Picchi, i goal arrivano nel primo tempo da Filippini e Legrottaglie. Melo espulso nel finale.

juventus calcio livorno calcio serie a calcio cristiano lucarelli alessandro del piero Mirco Rabacchi 06/02/2010

Il posticipo del sabato conferma la situazione delle due squadre, una Juve alla perenne ricerca dell'identità e un Livorno in buona forma e in buona classifica. L'avvio dei padroni di casa è il solito della gestione Cosmi, grinta, passaggi e velocità. La squadra che dovrebbe sembrare arrabbiata col mondo è la Juve (ridisegnata da Zac con un 3-4-1-2), invece più convinti appaiono i labronici che si fanno vedere in avanti in due occasioni con Pulzetti. Il tripudio al “Picchi” arriva al 25' con il goal di un 'piccolo gregario', Filippini, che salta da solo in mezzo ai giganti bianconeri e mette alle spalle di Buffon la palla dell'1-0.

I Cosmi-boys sembrano poter amministrare una partita che risulta interessante solo sotto il profilo agonistico-nervoso; sono molti i colpi proibiti ed è da segnalare un approccio molto hard rock alla gara per l'ex-amaranto Candreva, beccato dai fischi del pubblico dopo alcuni interventi fallosi e un atteggiamento piuttosto polemico. Al 41' un altro calcio piazzato risulta decisivo per il punteggio: batte Diego con la solita parabola arcuata e sul filo del fuorigioco (in off side diranno poi le immagini) Legrottaglie infila il neo-acquisto Rubinho, riportando la parità in campo e serenità sul volto del suo mister Zaccheroni.

Per il tecnico emiliano si tratta di una partita al cardiopalma, le sue parole nell'intervallo sembrano smuovere le coscienze dei suoi e la Juve inizia alla grande ma Rubinho non è mai chiamato alla parata degna di nota. Si continua sullo stesso canovaccio del primo tempo, molti falli (reali, presunti o solamente inscenati) e conseguente nervosismo.

Non è un gran spettacolo calcistico ma i toscani provano il colpaccio con Pulzetti che porta scompiglio in area e serve il meglio appostato Perticone al 26' la palla d'oro del match, l'unica a dire il vero, che viene però sparata alta dal ruvido difensore scuola Milan. Nel finale Felipe Melo finisce di litigare con tutto e tutti e viene fatto accomodare negli spogliatoi anzitempo per un fallo di ostruzione su Diniz Plonio che gli vale il secondo giallo. L'arbitro è da rivedere alla moviola in molte sue decisioni, prima fra tutte quella in occasione del goal bianconero, apparso molto dubbio.

Comunque al Livorno può andare bene così, mentre ci si aspettava molto di più dalla Juve che nonostante l'emergenza (buttati nella mischia anche i giovani De Ceglie e Giandomenico) metteva in campo un tasso tecnico molto superiore al diretto avversario.
 





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