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"In F1? Solo con la Ferrari"

Chiusa male la storia in Formula 1, il presente di Villeneuve si chiama '24 Ore di Le Mans'. Ma il sogno resta la Rossa.

sport motori f1 villeneuve autografi AP Photo Tony Resanna 31/01/2007 O lo ami o lo odi. Per Jacques Villeneuve non esistono mezze misure. Ostinato, insofferente a quasi qualsiasi tipo di ordine o gerarchia, il figlio del grande Gilles è sempre stato considerato uno degli ultimi ribelli dell'automobilismo moderno. In quindici anni di carriera ha vinto tutto o quasi quello che c'era da vincere - titolo Cart (1995), 500 Miglia di Indianapolis (1995) e Mondiale F1 (1997) - eppure per molti (anche e soprattutto a causa dei continui scontri, sia in pista che fuori, con sua maestà Michael Schumacher) rimane solo un pilota viziato, arrogante e decisamente sopravvalutato.

La sua avventura in Formula 1 è finita nel peggiore dei modi, tagliato a metà della scorsa stagione dalla BMW per far posto al giovane talento polacco Robert Kubika, ma a trentasei anni Jacques non ha nessuna intenzione di appendere il casco al chiodo. Anzi, nel suo mirino ora c'è un record storico, ovvero diventare il primo pilota di sempre a conquistare il grande slam: Cart, Indianapolis, F1 e 24 Ore di Le Mans.

La 24 Ore di Le Mans è una corsa mitica, affascinante e impegnativa - dichiara il pilota canadese -  almeno quanto la 500 Miglia di Indianapolis. Ho sempre sperato un giorno o l'altro di potervi partecipare. E poi ormai sono troppo vecchio per vincere altri sei mondiali di Formula 1, quindi meglio puntare su qualcos'altro…”

Jaques correrà con la Peugeot (che quest'anno farà debuttare una vettura diesel), al fianco di altri ex piloti di Formula 1 come Lamy e Gene e di veri esperti di gare di durata qwuali Sarrazin, Bourdais e Minassian.

Se dovessi vincere a Le Mans entreresti di diritto nell'olimpo dell'automobilismo, superando mostri sacri del calibro di Graham Hill, A.J Foty, Mario Andretti e Emerson Fittipaldi.

Si, sarebbe davvero una bella cosa, ma non ci penso più di tanto. Mi ritengo più che soddisfatto di quello che ho fatto nella mia carriera ed è questo quello che conta di più.”

Qualcuno dopo l’addio forzato alla Formula 1 parla di “retrocessione"

Di cose in giro se ne sentono tante….. Che non avrei finito la stagione con la BMW lo sapevo già a marzo. La BMW ha provato in tutti i modi a modificare il mio contratto per far correre qualche gara a Kubika. Certo, ci sono rimasto un po' male, ma la cosa non mi ha creato particolari problemi. Il mio obiettivo in Formula 1 l'avevo già ottenuto vincendo il titolo nel 1997. Per quel che riguarda questa nuova avventura poi non credo che si possa parlare di retrocessione, in fondo per me è una esperienza tutta nuova. La 24 Ore di Le Mans è una gara prestigiosa e la Peugeot è una casa di primissimo livello. Non è che vado a correre in GP2.”

Si è parlato a lungo di un tuo ritorno in America per correre nel campionato Nascar

“E' vero, è una delle possbilità che al momento mi affascinano di più. Anche per questo il mio accordo con la Peugeot prevede solo la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans e non all'intero campionato. Il mio manager, Craig Pollok, sta portando avanti alcune trattative interessanti. Spero si possa concludere qualcosa a breve, altrimenti mi prenderò un anno sabbatico.”

Sei stato il primo pilota di Formula 1 ad allenarti con dei simulatori (nel particolare la Playstation) per migliorare il tuo stile di guida. Farai lo stesso anche per Le Mans?

“Certo, anzi ho già comprato un paio di “giochi”. Purtroppo però qui le cose sono decisamente diverse. In Formula 1 sei solo nell'abitacolo, quindi puoi modificare la vettura a tuo piacimento, qui invece bisogna trovare il giusto compromesso tra le esigenze di tutti.”

Per concludere, sinceramente, ritieni la tua avventura in Formula 1 davvero finita per sempre?

Quel mondo ormai è troppo diverso dai miei valori. Se però dovesse arrivare una chiamata dalla Ferrari allora le cose sarebbero diverse. Il Cavallino ha un fascino irresistibile, non potrei davvero dire di no. Purtroppo al momento questo è solo un sogno. La realtà si chiama Le Mans, al massimo Nascar.”

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