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La corsa dell'avventura

Ai nastri di partenza la Parigi-Dakar. Sportnews.it vi racconta la storia della corsa e vi presenta l'edizione 2007.

magazine,f1,dakar,parigi,cover story AP Tony Resanna 24/01/2007 Tutto è pronto per la ventinovesima edizione della Dakar. Una gara emozionante, ma al tempo stesso pericolosa e massacrante. Il 6 gennaio si partirà da Lisbona per poi attraversare Spagna, Marocco, Mauritania, Mali, fino alle spende del lago Rosa di Dakar in Senegal. Un avventura che Sportnews.it non poteva mancare di presentarvi.

La Dakar è molto più di una semplice gara, è una vera e propria avventura, una sintesi tra passione, regolarità e determinazione. Dal 1979, data della prima edizione, ogni anno centinaia di uomini e donne provenienti da tutto il mondo si mettono alla prova per sfidare se stessi, affrontando in poco più di due settimane un percorso massacrante: 8000 km in sella ad una moto, in auto oppure al volante di un camion attraverso il deserto africano, dalla costa mediterranea del Marocco fino al lago rosa di Dakar in Senegal.

Da ormai parecchie edizioni, per esigenze commerciali (discorso simile a quel che accade nel ciclismo con Tour de France e Giro d’Italia) la partenza non avviene più da Parigi, bensì da altre località europee. Per il secondo anno consecutivo la carovana muoverà i primi passi all’ombra della Torre de Belém di Lisbona, simbolo dei navigatori che partirono alla scoperta di nuovi mondi nel XVI secolo, per poi toccare Spagna, Marocco, Mauritania, Mali e Senegal.

Rispetto al percorso iniziale però sono state apportate alcune modifiche dell’ultimo minuto, in quanto i servizi segreti francesi hanno ravvisato la possibilità di attentati terroristici da parte del Gruppo salafita (vicino ad Al-Qaìda) particolarmente attivo nella zona sahariana tra Mauritania, Mali e Niger. Nei giorni scorsi quindi sono state cancellate le prove speciali numero 10 e 11, tra Néma (Mauritania) e Tombouctou.

La Dakar però nasconde molti altri pericoli, il tributo di sangue richiesto negli anni da quello che è universalmente riconosciuto come il rally-raid più difficile ed impegnativo del mondo infatti è altissimo: decine di piloti, organizzatori e spettatori caduti durante le 28 edizioni fin qui disputate. Impossibile dimenticare tra le tante la tragedia del nostro Fabrizio Meoni, scomparso nel 2005 a causa di una caduta in moto e quella dello stesso patron della manifestazione Thierry Sabine, precipitato nel 1986 con il suo elicottero mentre sorvolava la corsa. Tante volte, dopo gravi incidenti, si è parlato di porre fine a questa folle competizione ma alla fine fascino e interessi economici hanno finito per prevalere su tutto.

Per limitare i possibili rischi, quest’anno si è deciso di abbassare ulteriormente la velocità “massima” portandola a 160 km/h, mentre per aumentare lo spettacolo, ritrovare lo spirito d’avventura delle origini e limitare il divario tra team ufficiali e team privati, gli organizzatori hanno pensato di confermare il sistema GPS muto e cioè senza indicazioni sulla rotta da seguire, né punti di riferimento (il sistema potrà ovviamente essere attivato in caso di emergenza, ma ciò comporterà una relativa penalizzazione) e di far disputare due tappe senza il supporto dei mezzi di assistenza, obbligando così gli equipaggi a contare solo sull'aiuto dei "colleghi" (un’iniziativa tesa anche a creare un maggior spirito di corpo tra i partecipanti).

Tra le auto, senza dubbio la categoria più attesa e seguita, spiccano i nomi dell’ex sciatore Luc Alphand, della tedesca Jutta Kleinschmidt, di Stephane Peterhansel, degli ex campioni del mondo rally Carlos Sainz e Ari Vatanen e del nostro Miky Biasion, che per l’occasione porterà al debutto nella Dakar una vettura FIAT. La casa di Torino infatti ha equipaggiato una speciale Panda, già ribattezzata “Pandakar”.

Difficilmente Miky, che ha già preso parte alla Dakar in passato, potrà puntare alla vittoria, lo squadrone Mitsubishi (vincitrice delle ultime cinque edizioni), e la rinnovata Volkswagen infatti sembrano inarrivabili per chiunque. E un discorso simile vale anche per  le moto, con la KTM grande favorita. A meno di clamorose sorprese quindi la vittoria sarà tutta un affare interno tra gli spagnoli Marc Coma e Isidre Esteve Pujol, il francese Cyril Despres, e il nostro Giovanni Sala. Per quel che riguarda i camion invece riflettori puntati sugli equipaggi russi di DAF e Kamaz.

Le 15 tappe nel dettaglio

Tappa 1 - 06/01/2007
Lisbona - Portimão
Speciale: 117 km
Collegamento: 375 km
Totale : 492 km

Tappa 2 - 07/01/2007
Portimão - Málaga
Speciale: 67 km
Collegamento: 440 km
Totale : 507 km

Tappa 3 - 08/01/2007
Nador - Er Rachidia
Speciale: 252 km
Collegamento: 397 km
Totale: 649 km

Tappa 4 - 09/01/2007
Er Rachidia - Ouarzazate
Speciale: 405 km
Collegamento: 274 km
Totale: 679 km

Tappa 5 - 10/01/2007
Ouarzazate - Tan Tan
Speciale: 325 km
Collegamento: 450 km
Totale: 775 km

Tappa 6 - 11/01/2007
Tan Tan - Zouérat
Speciale: 394 km
Collegamento: 423 km
Totale: 817 km

Tappa 7 - 12/01/2007
Zouérat - Atâr
Speciale: 542 km
Collegamento: 38 km
Totale: 580 km

13/01/2007 Giornata di riposo ad Atar

Tappa 8 - 14/01/2007
Atâr - Tichit
Speciale: 589 km
Collegamento: 37 km
Totale: 626 km

Tappa 9 - 15/01/2007
Tichit - Néma
Speciale: 494 km
Collegamento: 3 km
Totale: 497 km

Tappa 10 - 16/01/2007
Néma - Timbuctou
Speciale: 516 km
Collegamento: 99 km
Totale: 615 km

Tappa 11 - 17/01/2007
Timbuctou - Néma
Speciale: 571 km
Collegamento: 27 km
Totale: 598 km

Tappa 12 - 18/01/2007
Néma - Kayes
Speciale: 257 km
Collegamento: 489 km
Totale: 746 km

Tappa 13 - 19/01/2007
Kayes - Tambacounda
Speciale: 260 km
Collegamento: 198 km
Totale: 458 km

Tappa 14 - 20/01/2007
Tambacounda - Dakar
Speciale: 225 km
Collegamento: 351 km
Totale: 576 km

Tappa 15 - 21/01/2007
Gran premio del Lago Rosa
Speciale : 16 km
Collegamento: 77 km
Totale: 93 km

Complessivo della gara
8.708 km di cui 5.030 km di prove speciali e 3.678 km di trasferimento

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