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Virus Mondiale
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Brian Stefen Paul 15/06/2006
Oggi vince la paceUn giovane combattente paramilitare corre attraverso il campo in direzione del nemico di tante battaglie, un ribelle di sinistra. Quando si sente abbastanza vicino colpisce. (8 giugno 2006, Associated Press, agenzia di stampa statunitense).
Leggendo questa frase all’ignaro lettore sportivo potrebbe venire il dubbio di essersi sbagliato, incappando in un resoconto di guerriglia. La realtà è diversa, sebbene non del tutto lontana. Scriviamo di un’amichevole molto particolare che ha avuto luogo alla vigilia del fischio d’inizio dei Mondiali di Germania tra le mura di Picalena, prigione colombiana a circa 130 km a ovest della capitale Bogotà, che ospita 2.400 detenuti.
Sul rettangolo di gioco i protagonisti vengono chiamati con i loro nomi di battaglia: si tratta di gente come “Cugino”, “Fritanga” (una tipica pietanza locale, molto grassa e fatta di diversi tipi di carne fritta) e “Mono-braccio” (uno a cui manca il braccio destro, perso al momento dell’arresto), guerriglieri che hanno a lungo militato nelle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, o che hanno fatto parte dei ribelli di estrema sinistra, loro acerrimi nemici. Insomma, gente macchiatasi di omicidi, rapimenti, estorsioni e traffico di narcotici.
Fino a qualche anno fa Picadena era tristemente nota per essere un vero e proprio campo di battaglia tra le due fazioni, con una media mensile di 12 omicidi. Poi, nel 2002 è stato intrapreso un processo di conciliazione che ha portato a un vero e proprio trattato di pace sottoscritto dalle parti. I prigionieri ora eleggono i propri rappresentanti, i quali cercano di migliorare le condizioni di vita. È ormai da un paio di anni che nessuno viene ucciso nella prigione.
L’amichevole, la seconda in assoluto, è come dichiara il direttore Miguel Evan, frutto di questa pacificazione: “Se queste due formazioni che hanno grande familiarità con la violenza più estrema possono disputare una partita di calcio senza farsi del male, allora il messaggio è chiaro: la pace si può conquistare attraverso lo sport”.
Per tornare alla partita, i paramilitari delle FARC sono scesi in campo con delle divise con i colori della bandiera colombiana, mentre i ribelli di sinistra, tradizionalmente più poveri, hanno sfoggiato magliette con lo stemma del Chelsea. Primo tempo a senso unico, finito sul punteggio di 3-0 per quelli delle FARC, che hanno avuto come protagonista assoluto proprio “Mono-braccio”, al secolo il 27enne Alexander Restrepo, che ha segnato due reti con la colpevole e sospetta complicità del portiere avversario.
Cambiato l’estremo difensore, i ribelli sono rientrati in campo determinati a rimontare ma hanno peccato di imprecisione in attacco. Infatti, per ben tre volte il pallone ha sorvolato le reti di recinzione della prigione, causando commenti come: “Bravo pallone, sei evaso!”. Alla fine la partita si è chiusa sul 7-0 a favore della squadra delle FARC ma, per dirla con le parole di Julio Medina, un prigioniero che ha combattuto per più di 17 anni: “Qui non ci sono vincitori e sconfitti. Oggi ha vinto la pace”.
Riportiamo anche un’altra notizia, battuta questa volta dalla Reuters, che ha come protagonisti i detenuti del carcere di Lurigancho di Lima in Perù, uno dei più grandi e violenti dell’America Latina. Bene, giovedì scorso a Lurigancho sono iniziati i Mondiali della prigione, che ricalcano quelli veri in corso di svolgimento sui campi tedeschi. Germania-Costa Rica è finita sorprendentemente sul 4-2, risultato che poi si è ripetuto sul campo di Monaco nella partita inaugurale di Germania 2006.
All’evento partecipano circa 3.500 degli 8.700 detenuti che hanno ricostruito il campo di gioco e hanno cucito le uniformi delle 32 nazionali. “Abbiamo organizzato questo campionato per cercare di favorire il processo di riabilitazione dei prigionieri e di alleviare le sofferenze dovute alla lunga detenzione. È un festival dello sport” ha dichiarato il direttore Pedro Salas. Purtroppo, nella realtà a Lurigancho vige la legge della ferocia e il carcere è noto in Perù come una “scuola di violenza”
Una scommessa vinta
Luc Costermans, un belga non vedente di 40 anni ha realizzato un giro della Francia ai comandi di un aereo. Ora l’impresa potrebbe entrare nel Guinness dei primati. (10 giugno 2006, www.rtl.be, sito online dell’emittente radiotelevisiva belga).
Della Passione cieca di Luc Costermans per i voli abbiamo già parlato lo scorso 18 maggio. È con raro piacere che raccontiamo il felice epilogo della sua iniziativa: erano le 5.30 di venerdì scorso quando il Robin DR-400 blu e bianco pilotato da Costermans ha spiccato il volo dalla pista dell’aeroclub di Visan. A dire il vero, del decollo (come peraltro dell’atterraggio) si è occupato Jean Andrieu, il suo istruttore, mentre sul monorotore si trovavano anche uno specialista di navigazione aerea e una pubblico ufficiale. Come previsto, l’apparecchio ha fatto scalo ad Agen (nella Lot-et-Garonne), Cholet (Maine-et-Loire), Arras (Pas-de-Calais) e Dijon (Côte d’Or) prima di rientrare a Visan dopo 13 ore, di cui circa 9 e 20' di volo effettivo, e 1.900 km percorsi.
“Posso entrare in tre categorie ma sarà il Guinness a scegliere cosa scrivere – ha spiegato Costermans, che ha aggiunto –. Ho deciso di fare questo inedito giro della Francia per superare me stesso e per dare un messaggio di speranza a tutte le persone che sono fisicamente impedite”. Ora la prossima scommessa di Luc, che non ha mancato di ringraziare i suoi compagni di avventura (“senza i quali non avrei potuto volare”), sarà di equipaggiare una vettura col sistema di navigazione satellitare Galileo e di fare un viaggio con lo scopo di “utilizzare tecnologie d’ultimo grido per aiutare i non vedenti a muoversi”. Il progetto dovrebbe realizzarsi tra il 2008 e il 2010. Noi auguriamo a questo personaggio singolare di continuare a vedere con l’immaginazione e con il cuore ciò che i suoi occhi non possono più mostrargli.
Virus Mondiale
L’inizio della Coppa del Mondo 2006 in Germania è coinciso con la comparsa di un nuovo virus collegato ai Mondiali. (11 giugno 2006, Sofia News Agency, agenzia di stampa bulgara).
Sophos, azienda produttrice di un noto antivirus, ha identificato un virus chiamato XF97/Yagnuul-A, che ha già colpito diverse reti aziendali della Gran Bretagna mascherandosi da innocuo file Excel per la gestione del fantacalcio. Secondo Sophos, il codice maligno, che ruba informazioni finanziarie e segreti industriali, potrebbe essere opera della criminalità organizzata dell’Europa dell’Est.
Inoltre, è stato identificato un worm, siglato W32/Zasran, che si presenta come mail scritta in tedesco con oggetto “WM-Tickets” o “Weltmeisterschaft” e che offre biglietti per i Mondiali mentre in realtà apre una backdoor che offre accesso alle informazioni memorizzate sull’hard disk del malcapitato. Infine, la Sophos ha individuato un trojan dal nome Troj/Haxdoor-IN che, sfruttando l’interesse per i Mondiali, si presenta come classifica delle squadre in competizione.
Questo tipo di attacchi non è però una novità: l’anno scorso il worm Sober-N con la promessa di regalare biglietti per Germania 2006 ha infettato i programmi di gestione della posta elettronica di diversi utenti, inviando poi spam dal contenuto nazista a tutti i loro contatti. Nel 2002 il virus VBS/Chick-F ha mietuto diverse vittime tra i lavoratori sudcoreani e giapponesi sfruttando la loro curiosità di conoscere i risultati delle partite.
Nel 1998 un virus chiedeva alle vittime di scommettere sul vincitore dei Mondiali di Francia. In caso di risposta sbagliata scattava un meccanismo che poteva comportare la perdita dei dati contenuti nei computer in questione. Per non parlare poi di chi si sta già attrezzando per la Coppa del Mondo del 2010 che si disputerà in Sudafrica: sempre Sophos avrebbe intercettato delle mail che travestendosi da lotteria sponsorizzata dalla FIFA cercano di carpire i dati bancari delle vittime ignare.
Buone notizie per i nordcoreani
La Tv di stato nordcoreana ha iniziato a trasmettere le partite della Coppa del Mondo, fornite gratuitamente dal Sud. (12 giugno 2006, Aljazeera.net, sito online dell’emittente satellitare del Qatar).
Il primo giugno scorso in Il calcio che riunifica vi abbiamo raccontato della richiesta di aiuto rivolta dalle autorità di Pyongyang al governo sudcoreano per la trasmissione delle partite dei Mondiali. Il governo di Seul ha deciso di tendere una mano ai cugini del Nord e così lunedì scorso, alle 13.00 ora locale, la TV Centrale di Chosun ha trasmesso in differita l’incontro di sabato tra Inghilterra e Paraguay. Come ha dichiarato un funzionario della Commissione Centrale per le Telecomunicazioni della Corea del Sud: “Abbiamo iniziato le trasmissioni al Nord via satellite lunedì, dopo aver eseguito alcune prove tecniche domenica”. Secondo una nota diffusa dalla Commissione, la TV di Seul manderà ai suoi vicini il segnale di tutte le partite e delle cerimonie di apertura e di chiusura dei Mondiali. Le autorità del Sud non hanno voluto confermare le voci secondo il governo di Pyongyang avrebbe accettato di versare 150.000$ alla FIFA per i diritti televisivi.
Morte apparente, passione vera
Una donna 94enne dichiarata morta si è improvvisamente destata chiedendo quando la Germania avrebbe giocato la prossima partita. (12 giugno 2006, Ananova, agenzia di stampa inglese).
Questa storia ha dell’incredibile, una via di mezzo tra dramma e commedia: Quando Bernhard Mueller ha trovato la madre Maria accasciata sulla sua sedia della loro casa di Luegde, cittadina della Bassa Sassonia, di sicuro non si poteva aspettare quel che sarebbe seguito: qualche minuto dopo la vecchietta si è risvegliata chiedendo informazioni sui prossimi impegni della nazionale tedesca. Informata di essere stata dichiarata morta dal medico, ha esclamato: “Nemmeno per sogno, almeno non prima che la Germania vinca i Mondiali! – per concludere –. C’è ancora vita in queste vecchie ossa e non potevo certo perdere le partite”.
Fermate quei teppisti!
La polizia di Rostov, città della Russia meridionale, ha interrotto una partita di rugby amatoriale, trattenendo in stato di fermo giocatori e spettatori pensando si trattasse di una rissa. (13 giugno 2006, MosNews.com, sito d’informazione russo).
L’operazione, a dir poco imbarazzante per le forze dell’ordine locali, ha avuto luogo domenica scorsa in un campo nella periferia di Rostov e ha coinvolto la bellezza di 73 agenti e circa 100 tra giocatori e tifosi. “Abbiamo ricevuto una telefonata che segnalava una zuffa tra molte persone in un campo appena fuori la città” si è giustificato un ufficiale della polizia, aggiungendo che la colpa era degli organizzatori della partita che non avevano informato le autorità. “Data la situazione difficile nella regione e in un momento in cui stiamo conducendo operazioni antiterrorismo su vasta scala, i cittadini hanno l’obbligo di comunicare, verbalmente o per iscritto, le loro intenzioni. Avremmo così evitato una situazione così sgradevole”.
Affermazioni smentite da Aleksandr, uno degli organizzatori: “Non è la prima volta che ci scambiano per teppisti mentre, onestamente, è la prima volta che sento dire che abbiamo l’obbligo di avvisare la polizia locale”. Alla fine, dopo parecchie ore e innumerevoli spiegazioni il malinteso è stato chiarito e gli arrestati rilasciati. Anche se il rugby è uno sport minore in Russia, le partite amatoriali di questo genere non sono poi un fenomeno tanto raro nella regione e vengono spesso disputate nelle vicine Volgograd e Stavropol.
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