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Cricket and curry, siamo inglesi

Come ogni settimana Sportnews.it vi porta in giro per il mondo. In cerca di storie serie, curiose o stravaganti.

sport,inghilterra,2006,cricket,news dal mondo AP Brian Stefen Paul 14/12/2006 Curry, fortissimamente curry

Un gruppo di tifosi inglesi di cricket, attualmente in Australia per seguire la Ashes series, non potrà gustare i piatti  indiani che aveva ordinato per il terzo test match che inizierà giovedì. (9 dicembre 2006, Australia Associated Press, agenzia di stampa australiana).

Stando alle notizie che ci giungono dall’Australia, si può ritenere che i tifosi britannici di cricket sono, nell’accezione simpatica del termine, un po' suonati. Infatti, dopo la storia di Allan Fairlie-Clarke , un tifoso che ha venduto la propria casa per finanziare il viaggio nella terra dei canguri e seguire i cinque test match tra Inghilterra e Australia, ecco che da Perth ci arriva l’eco di un’altra vicenda piuttosto bizzarra. Golosi di curry, dieci amici in trasferta nella capitale dello stato dell’Australia Occidentale hanno ordinato un pasto dal proprio ristorante preferito, il Bengal Paradise. Fino a qui tutto normale, se non fosse che il ristorante in questione si trova a Londra.

Anzi, per dirla tutta, lo chef che cucina il loro curry preferito si era nel frattempo trasferito nella succursale di Bath, città della contea del Somerset, nel sud-ovest dell’Inghilterra. Nessuno problema però, Nasir Abdul e Raj Miah, i manager del ristorante, si sono detti dispostissimi a saziare la fame dei loro clienti abituali. Come? Coprendo i circa 14.500 km che separano Bath da Perth con una scorta di tikka masala, dansak all’agnello, pilau ai funghi, tarka dhal, sag aloo e pane pratha nei bagagli. Prezzo del servizio? 2.300 sterline, per un pasto che sarebbe normalmente costato all'incirca 200 € . D’altronde, già durante gli ultimi mondiali di calcio il ristorante aveva spedito del cibo in Germania.

Purtroppo i ristoratori e i dieci tifosi avevano fatto i conti senza l’oste, ovvero senza i rigidissimi servizi di quarantena australiani, gli Australian Quarantine Inspection Services (AQIS), che hanno prontamente tarpato le ali al gruppo: “Appena il cibo arriva lo confischeremo e lo distruggeremo. Non si possono importare alimenti in Australia se non con un permesso di importazione, a meno che non siano prodotti industriali regolarmente confezionati” ha dichiarato Carson Creagh, portavoce dei servizi.

Secondo Creagh, ogni anno i 75 cani utilizzati negli aeroporti australiani individuano qualcosa come 27.000 kg di alimenti che poi vengono distrutti. Miah e Abdul, comunque, hanno deciso di non abbandonare i 10 tifosi affamati di curry: giovedì prossimo viaggeranno a Perth muniti di ricette segrete e spezie speciali per preparare le pietanze sul posto. Cercheremo ti tenervi aggiornati. Per la cronaca, l’Australia ha vinto i primi due test match mentre l’Inghilterra conduce il punteggio nel terzo.


Ex DDR, cade un altro muro

Secondo un accordo siglato con il comitato olimpico tedesco, le vittime del programma di doping dell’ex Germania dell'Est riceveranno un risarcimento di 9.250 euro a testa. (13 dicembre 2006, Reuters, agenzia di stampa inglese)

Dell’argomento ci siamo occupati più volte, l’ultima per segnalare che la federazione tedesca di atletica leggera aveva fatto sapere che era impossibile cancellare i record controversi stabiliti dagli atleti che avevano fatto parte del programma di doping di stato praticato dall’ex Germania dell'Est. Secondo l’accordo tra le parti, le 167 vittime riconosciute del programma beneficeranno di un risarcimento che supererà complessivamernte gli 1,5 milioni di €.

Molte delle vittime hanno dichiarato di essere state costrette a fare uso di sostanze anabolizzanti sin dalla giovanissima età. Alcuni degli atleti hanno lamentato negli anni problemi di cuore, insufficienza epatica, perdita della voce e una miriade di altri guai di salute. Secondo Michael Lehner, uno dei loro avvocati: "la cosa più importante per loro è il riconoscimento dello status di  vittime. I soldi da soli non possono aiutare più di tanto”.

I 167 ex atleti avevano deciso di rivolgersi ai tribunali dopo che le trattative con il vecchio comitato olimpico e la Jenapharm erano giunte a un punto morto. La  Jenapharm è la casa farmaceutica che produceva la maggior parte degli steroidi usati in quegli anni. Secondo alcune ricerche effettuate dopo la riunificazione tedesca del 1990 più di 600 atleti erano stati inseriti nel programma. Già 4 anni fa il governo aveva stanziato un fondo per le vittime del doping di stato. In tutto 194 ex atleti avevano ricevuto 10.000 € ciascuno.


Karate baby

Mollie James ha ottenuto la cintura rossa di karate all’incredibile età di due anni. (14 dicembre 2006, The Daily Mirror, quotidiano inglese).

Nel caso di Mollie James il detto popolare “tale padre tale figlio” sembra proprio azzeccato. Mollie è una bambina di due anni, figlia di istruttori di arti marziali, che ha appena ottenuto la cintura rossa di karate. È, infatti, da papà Simon e da mamma Deborah che Mollie ha ereditato la passione per il karate e non poteva essere diversamente, visto che già alla nascita i due, assieme a bambole e giochi, le avevano comprato la prima divisa.

Un giorno la piccola ha sorpreso i genitori eseguendo mosse di karate nel salotto di casa. Racconta Deborah: “Mollie ha sempre dimostrato grande interesse. Veniva con noi e si metteva a seguirci seduta. Ha iniziato a fare le mosse a casa all’età di un anno e noi abbiamo iniziato a insegnarle i fondamentali dello sport”. Da allora la bimba ha frequentato le classi più tranquille di Simon e ha imparato a calciare, a dare pugni e a difendersi, insomma i requisiti per ottenere la cintura rossa.

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