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Sono pazzi questi tifosi
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AP
Brian Stefen Paul 08/03/2007
Sono pazzi questi tifosiI fanatici del cricket fanno l'impossibile per poter vedere la propria squadra del cuore dal vivo ma, fino a ora, non si era mai sentito di qualcuno che aveva venduto il proprio rene. (1 marzo 2007, Press Trust of India, agenzia di stampa indiana).
Chi scrive confessa di non essere molto ferrato sul cricket, sport forse troppo “esotico” per le nostre latitudini. In ogni caso, provo una grande simpatia per questo gioco e per i suoi tifosi, se non altre per le bizzarre notizie che ogni tanto mi capita di coprire. Dunque, dopo lo scozzese che ha venduto la sua casa per poter andare in Australia a vedere l’Inghilterra disputare la Ashes e dopo i dieci amici golosi di curry che, sempre da Perth, hanno ordinato un pasto dal proprio ristorante preferito, il Bengal Paradise di Londra, ecco la storia dell'indiano Sarun Sharma, che ha messo in vendita uno dei suoi reni per racimolare almeno 4.000 €, i soldi necessari per andare nelle Indie occidentali a seguire la Coppa del Mondo.
“Sto facendo sul serio. Sono pronto a cedere uno dei miei reni per soldi perché voglio andare nelle Indie occidentali per vedere l'India giocare i Mondiali - ha dichiarato il 23enne di Jamshedpur, che fa il commesso in un negozio di abbigliamento – Cosa c'è di male in questo? Conosco molta gente che vive con un solo rene”. In realtà noi crediamo che la pensata sia folle e pericolosa e speriamo che Sarun ci ripensi. In ogni caso gli eventuali acquirenti dovranno pagare in anticipo mentre avranno l'organo solo dopo la fine del torneo.
L'elicottero e il cellulare
Uno snowboardista britannico, sepolto da una valanga nelle Alpi francesi, si è salvato dopo aver lampeggiato con la luce del suo cellulare all'elicottero di soccorso. (6 marzo 2007, Sunday Mirror, settimanale inglese).
I telefoni cellulari, con le loro suonerie polifoniche o gli avvisi degli sms, possono essere estremamente fastidiosi. In realtà, come per tutte le cose di questo mondo, il loro impiego dipende dal grado di civiltà di chi li utilizza. In certi casi poi possono salvare la vita. Quante volte abbiamo letto di persone che sono riuscite a contattare i soccorsi chiamando dal loro telefono mobile? La storia che segue è un po' diversa anche se, ala fine, ha tra i suoi protagonisti un cellulare. L'altro protagonista è Thomas Murphy, snowboardista 30enne di Londra che, uscito fuori-pista a Les Deux Alpes, è caduto ed è svenuto.
Al suo risveglio si era già fatto buio e il nostro ha scoperto di essere intrappolato in una cresta stretta e ghiacciata. Fortunatamente aveva con sé il cellulare e lo ha usato per contattare un amico in Inghilterra che, a sua volta, ha chiamato i soccorsi transalpini. Una volta arrivato sul luogo l'elicottero, Murphy ha lampeggiato con il cellulare nella speranza di essere avvistato. “Ho acceso il mio telefonino e ho iniziato ad agitarlo nell’aria. Potete immaginare la mia felicità quando l'apparecchio si è diretto verso di me e mi ha gettato una corda”.
Non vedo, ma volo
Miles Hilton-Barber sta volando dalla Gran Bretagna in Australia su un ultraleggero. Un’impresa non facile, visto che è totalmente cieco. (7 marzo 2007, Associated Press, agenzia di stampa statunitense).
Vi ricordate di Luc Costermans, il non vedente che ha realizzato un giro della Francia ai comandi di un Robin DR-400? In quell'occasione, il belga 40enne aveva dichiarato di aver “deciso di fare questo inedito giro della Francia per superare me stesso e per dare un messaggio di speranza a tutte le persone che sono fisicamente impedite”. A quanto pare c'è almeno una persona che ha tratto ispirazione e coraggio dalle sue gesta. Si tratta di Miles Hilton-Barber, avventuriero 58enne che venti anni fa ha perso la vista a causa di una patologia ereditaria. Condizione che non ha per niente scoraggiato il britannico, che mercoledì mattina è decollato con un ultraleggero dall'aerobase di Biggin Hill di London per il primo tratto di un viaggio lungo 21.725 km e 45 giorni che lo porterà, attraverso l'Europa, il Medio-Oriente, l'India e il Sud-est asiatico a Sidney, in Australia. Si tratta del tragitto originale di una gara aerea del 1919.
L’ultraleggero in questione è una via di mezzo tra un triciclo e un deltaplano e Hilton-Barber può contare sull'ausilio di un dispositivo che legge le informazioni necessarie, quali l'altitudine e la velocità dei venti, comunicandoglieli via audio. L’uomo, inoltre, è accompagnato da un altro pilota seduto dietro di lui. Non è la prima volta che Miles vola, visto che nel 2003 il nostro ha sorvolato la Manica. A quanto pare il pericolo è nel suo sangue, dal momento che il britannico in passato ha conquistato le vette del Kilimanjaro e del Monte Bianco, ha partecipato a maratone disputate nei deserti del Sahara e del Gobi e ha raggiunto il Polo Sud trascinando una slitta attraverso 400 km di ghiaccio antartico.
Hilton-Barber spera di raccogliere almeno 1 milione di sterline per il progetto “Seeing Is Believing” (Vedere è Credere), che punta a prevenire la cecità e a favorire il ripristino della vista. “Può darsi che non vedrò mai più, ma se attraverso questo volo migliaia di persone non vedenti in paesi in via di sviluppo potranno riavere il dono della vista, ne sarà valsa la pena”. Hilton-Barber, che conta di arrivare a Sidney intorno al 25 aprile, ha previsto di completare quotidianamente due tappe di quattro ore ciascuna, un ruolino di marcia massacrante per qualsiasi pilota.
Toglietemi tutto, ma non il mio rosso
L'arbitro Marcelo de Lima è stato rapinato sotto la minaccia di un’arma mentre si stava recando con la famiglia allo stadio Maracanà per dirigere la partita di mercoledì tra Flamengo e Madureira. (8 marzo 2007, Reuters, agenzia di stampa inglese).
Nonostante la rapina subita, l'arbitro brasiliano Marcelo del Lima ha voluto comunque essere della partita Flamengo- Madureira. Al momento dell'aggressione, l'uomo si trovava con la moglie e i tre figli e stava lasciando il complesso residenziale dove vive, sito nel distretto di Itaborai, vicino a Rio de Janeiro. Due giovani armati hanno fermato la sua automobile e lo hanno obbligato a dirigersi in una zona appartata. In seguito gli hanno rubato la vettura. “Si sono portati via tutto, il cellulare, il portafogli e la macchina, ma gli ho chiesto di non portarsi via il kit per la partita”. È così che Lima, per niente intimorito, ha potuto arbitrare l’incontro poi vinto dal Flamengo, che così si è aggiudicato la prima parte del campionato Carioca. Il direttore di gara ha anche fischiato un rigore a favore dei padroni di casa, che si sono infine imposti col punteggio di 4-1.
SPORT / MAGAZINE / 2007 / NEWS DAL MONDO / BRIAN STEFEN PAUL






















