Serie A
Napoli-Lazio: il festival della noia
Gli azzurri non hanno un gioco, alla Lazio andava bene il pari: al San Paolo c'è stato poco calcio.
AP
Filippo Pazienza 22/11/2009
Ci sono gare che indipendentemente dal numero di gol riescono a soddisfare sul piano stilistico. Emozionano, regalano occasioni in serie e strappano comunque gli applausi del pubblico. Ecco, Napoli-Lazio non può certamente essere annoverata tra queste. Lenta e noiosa, resa a tratti davvero bruttissima dal continuo ricorso al 'fallo tattico', la gara del San Paolo ha offerto uno spettacolo per lunghi tratti desolante. Alla fine, il pareggio senza reti appare la più logica conseguenza per un pomeriggio di pura noia.Analizzando il match, Mazzarri dovrà iniziare a fare i conti con un aspetto significativo. L'andamento recente del suo Napoli ha infatti lasciato emergere una caratteristica precisa: Lavezzi e compagni si esprimono benissimo quando possono agire di rimessa (vedi le ottime prestazioni con Fiorentina, Milan e Juventus) mentre fanno una gran fatica quando sono chiamati a costruire il gioco contro avversari più chiusi (da qui le difficoltà contro Bologna, Catania e la stessa Lazio).
In mezzo, i vari Hamsik, Datolo e per certi versi anche Gargano (il quale è abile del rubare palla e ripartire) sono perfetti nell'organizzare il contropiede trovando poi in Quagliarella e Lavezzi una coppia d'attacco ideale per lanciarsi a campo aperto. Viceversa, escluso Cigarini nessuno nella rosa di Mazzarri ha le caratteristiche del costruttore di gioco. Stesso discorso sulle fasce dove Maggio non è portato ad andare sul fondo per crossare ma sa far male sempre inserendosi negli spazi alle spalle del terzino avversario, quasi da attaccante aggiunto.
In casa Lazio, invece, Ballardini ha fatto di necessità virtù. In piena difficoltà (i biancocelesti non vincono in campionato dal 30 agosto) e con un centrocampo indebolito dall'assenza di Matuzalem, il tecnico laziale ha fatto ricorso ad un'inedita difesa a tre: Cribari, il recuperato Stendardo e Radu componevano il pacchetto arretrato con Brocchi e Kolarov larghi e pronti a trasformare il 3-5-2 in 5-3-2 in fase di non possesso. Il risultato è stato positivo se si vede il bicchiere mezzo pieno (Muslera non ha subito gol), ma col solito discorso della 'coperta troppo corta' è mancata e non poco la spinta offensiva. Mauri e Baronio son rimasti spesso bassi, Foggia nel ruolo di interno destro è invece un pesce fuor d'acqua. Morale della favola? Zarate e Cruz completamente abbandonati al loro destino. Il tabellone ha sancito lo 0-0, e a pensarci bene non poteva finire diversamente.
NAPOLI CALCIO / LAZIO CALCIO / SERIE A CALCIO 2009-2010 13/A GIORNATA / WALTER MAZZARRI / DAVIDE BALLARDINI


















