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Il Motomondiale scalda i motori per Indianapolis dove la carovana iridata scenderà in pista per la prima volta in assoluto. Storia e numeri del leggendario ‘Brickyard’, la 'capitale mondiale delle corse'.

Welcome to Indianapolis, la storia torna in sella

Il Motomondiale scalda i motori per Indianapolis dove la carovana iridata scenderà in pista per la prima volta in assoluto. Storia e numeri del leggendario ‘Brickyard’, la 'capitale mondiale delle corse'.

500 miglia,indianapolis 1911  AP La prossima tappa del Mondiale 2008, la quintultima prima dell’epilogo stagionale, avrà come scenario il mitico Indianapolis Motor Speedway dove la MotoGP scenderà in pista per la prima volta in assoluto. Dopo Laguna Seca, si tratta del secondo appuntamento a stelle e strisce del calendario. Eppure, il primo evento svoltosi presso il tracciato in attività più antico al mondo (lo scorso anno si è corsa l’edizione numero 92 della mitica 500 miglia), progettato per le quattro ruote, era stata una corsa motociclistica.

Finanziato da Carl Fisher, James Allison, Frank Wheeler e Arthur Newby, quattro uomini d’affari lungimiranti, il circuito chiamato dagli statunitensi “The Racing Capital of the World” (La capitale mondiale delle corse) fu completato nella primavera del 1909 con l’intento di essere inaugurato il 4 luglio, giorno dell’Indipendenza. Tuttavia, la scelta di stendere sulla pista un mix di rocce sbriciolate e catrame (una forma piuttosto primordiale di asfalto) si rivelò infelice e costrinse gli organizzatori a posticiparne l’apertura al weekend del 19-20-21 agosto.

Prima però si decise di provare lo speedway – allora di forma rettangolare e lungo due miglia e mezzo – con un evento motociclistico da tenersi dal 12 al 14 dello stesso mese. Un debutto per niente facile: tra cattive condizioni della pista e pioggia, l’evento si ridusse a sole 7 gare, da disputarsi sabato 14 settembre. È così che l’ultimo vincitore di una gara motociclistica a Indy fu il leggendario Erwin Baker, soprannominato qualche anno dopo ‘Cannonball’ per i suoi record di percorrenza coast-to-coast degli States.

Qualche giorno dopo il circuito fu interamente ripavimentato con 3,2 milioni di mattonelle: una caratteristica per la quale fu chiamato ‘Brickyard’. Di quella vecchia pavimentazione sopravvive ancora una striscia larga 36 pollici in corrispondenza della linea d’arrivo. Il nuovo tracciato dedicato alla MotoGP è stato completato quest’anno e utilizza solo una parte della pista del Motor Speedway, in particolare una buona sezione del rettilineo del traguardo e una parte della curva Sud Est dell’ovale ma non include le curve inclinate di quest’ultimo.

Il tracciato, lento e stretto, misura 4.216 m e si percorre in senso antiorario 23 volte per la 125, 26 per la 250 e 28 per la MotoGP. Le curve sono 16. Trattandosi di una prima assoluta non esistono naturalmente record ma va sottolineato che le immense tribune sono capaci di ospitare fino a 400.000 persone, più di qualsiasi altro impianto sportivo al mondo.

L’unico pilota al via di Indianapolis ad avere una qualche esperienza di questa pista con una moto 800 cc è Ben Spies, che correrà come wildcard per la Suzuki. Inoltre, qualche tempo fa Nicky Hayden aveva girato con una Honda CBR1000 e con la Indian utilizzata nel 1909 da ‘Cannonball’ nel corso di un’iniziativa di promozione del ritorno delle moto a Indy. A tale proposito, qui la Ducati – che ha negli USA ha uno dei suoi mercati più importanti – potrebbe annunciare l’accordo con Kentucky Kid per la stagione 2009.

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