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Juventus, in medio stat problema

Il cuore della Juventus che non gira a dovere, un centrocampo di quantità e non di qualità.

mohammed sissoko juventus calcio serie a calcio 2009 2010 felipe melo LaPresse Marco Arceri 08/02/2010 Qualunque sarà la Juventus del futuro, dovrà mettere mano al centrocampo. E’ nella terra di mezzo la vera incognita bianconera di questa stagione: tanti gregari, alcuni pagati uno sproposito (Felipe Melo su tutti), nessuno che abbia fosforo a sufficienza e piedi buoni per costruire gioco, e non solo distruggere quello altrui.

In casa bianconera questo è un problema datato. Nel 2007 arrivarono Almiron e Tiago, nel 2008 Poulsen. Quest’estate è stata battuta a lungo la pista di Gaetano D’Agostino (Udinese), senza però riuscire a chiudere: costava troppo. Alla luce dei 25 milioni di euro sprecati per Melo, saltano ben chiare agli occhi le responsabilità della dirigenza e l’inadeguatezza di certe scelte.

Lo chiedeva Ranieri nelle estati passate, lo ha chiesto – sommessamente, forse troppo – Ferrara qualche mese fa, lo chiede (o lo pensa) Zaccheroni, lo pretenderà sicuramente Benitez o chi per lui. Nel frattempo si naviga a vista, si costruisce sull’argilla: a Livorno Zaccheroni ha provato Candreva centrale, ma il giocatore è ala o trequartista, non certo mediano. Avanti così dunque, con due mazzieri (sia Melo o Poulsen o Sissoko) ad abborracciare una parvenza di gioco.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e la questione sembra ardua da risolvere, se è vero che a gennaio la Juventus ha solo distrattamente valutato l’opzione Ledesma (rimasto comunque alla Lazio). Ancora adesso si sente molto parlare di difesa e di attacco per la prossima stagione, ma poco di centrocampo. A meno che seriamente non si pensi che insieme a Benitez possa arrivare anche l’intoccabile Gerrard, uno da pagare a peso d’oro. Neanche fossero due ciliegie.



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