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Tre vecchietti terribili
Uno per tornare prega. Il secondo per tornare si fa pregare. Il terzo compie la bellezza di 44 anni e prolunga con Cantù. Ecco a voi, Pittis, Djordjevic e Gay.
Legabasket
Claudio Moretti 22/07/2005
Uno per tornare prega (Pittis, 37)Gli è tornante pazza e divorante la voglia di basket: “Credevo d’aver messo la fiaccola sotto il moggio, ma è tornata a bruciare”. Una mano, la destra, tutta rattrappita, l’aveva scavato nella mente: “Non ce la facevo più”. Poi il miracolo. Un pallone rotola vicino alla sua macchina, sta cercando Pittis, pare evidente. Ricky non sa che farci, lo prende e lo butta in macchina. Un giorno si ritrova al campetto, tira fuori il pallone e infila 8 su 8 da tre punti: la mano è guarita. Qualche chilometro più in là, il Forum impazza per la miglior Milano da quasi un decennio. E il sogno di tornare col primo amore, la maglia dell’Olimpia, inizia a lavorare nella pancia di Ricky. Lo farebbe anche gratis. Per giocare 5-10 minuti. Non vuol sentir parlare dei 37 anni: “La mente è pronta”. E magari convincerebbe anche Sasha Djordjevic…
Uno per tornare si fa pregare (Djodjevic, 38)
Dice che si ritira. Il 4 luglio organizza la partita d’addio. In 8.000 sugli spalti del Pionir di Belgrado. Sul parquet 50 grandi giocatori degli ultimi 30 anni. Tutti per lui. Sasha arriva e si presenta con indosso una maglietta con su scritto “The game is not over”. Come? Richiesto di spiegazioni dice che semplicemente inizia un nuovo capitolo della sua vita: quello il senso della maglietta. Milano continua a corteggiarlo per avere un altro anno dei suoi servigi. Lui sorvola, ma intanto ritratta la partita di addio – non è più la partita di addio al basket, ma l’addio alla nazionale – dice lui. I tifosi di Milano sentono che l’amante sta giocando con i loro sentimenti e più che si ritira, pare soprattutto che “se la tiri”. Non come Dan Gay…
Uno prolunga il contratto a 44 anni (Gay)
Guarda Pittis e Djordjevic come due ragazzini che fanno ancora qualche marachella nel basket, intanto Dan Gay compie 44 anni. Per regalo prolunga il contratto con Cantù che non vuole privarsi del suo capitano. La prossima sarà la nona stagione in bianco-blu, club in cui comanda la classifica di miglior rimbalzista di sempre con ben 1.661 carambole. In totale fanno 22 stagioni nella nostra penisola. Sbarcò nel 1984 nell’American Eagle Rieti, dove giocò insieme a Joe Bryant. Poi un pellegrinaggio continuo sotto i canestri di Cantù, Treviso, Pistoia, Bologna. Ritornando sempre dov’era già stato: segno che avevano gradito. Quest’anno sotto le due torri lo volevano addirittura come team manager. “No, roba da grandi”, deve aver pensato Dan, lui ha ancora da sgobbare sul parquet.
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