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C'è rimasta solo la Farina
Roland Garros: nella dispensa azzurra rimane solo la Farina. E ci va anche bene. Domina un set interpretando con scafato acume tattico la partita, poi la Tanasugarn decide di giocare sporco.
© Associated Press
Claudio Moretti 05/08/2003
Nella dispensa azzurra rimane solo la Farina. E ci va anche bene. Domina un set interpretando con scafato acume tattico la partita, poi la Tanasugarn decide di giocare sporco. Si inventa una sosta toilette che Silvia non riesce a gestire bene psicologicamente. Ammetterà di essersi innervosita, perde la fluidità del gioco e il match da un piano tecnico si sposta su uno nervoso, con la thailandese che regge fino al tie-break, perdendolo poi netto (7-1). La Farina non è mai entrata nei quarti di uno slam e Mary Pierce cercherà di impedirglielo ancora. L'ormai giunonica francese negli ultimi due anni ha giocato davvero poco per carenze fisiche e motivazionali, ma quando spara da ferma le sue accelerazioni fanno ancora male e le ondate francesi dagli spalti possono trascinarla. La milanese, più solida mentalmente e meglio preparata atleticamente, dovrà usare tutti gli angoli per spostarla, rifiutando il braccio di ferro che Mariolona gli proporrà.
Partita di grandi emozioni e pessimo tennis per Francesca Schiavone. Sotto 2-6 0-5, 15-40 sul proprio servizio annulla 7 match point alla russa Vera Zvonareva. Uscita da simile buca e conquistato il secondo set, l'italiana sembra avere la vittoria nell'oroscopo. Ma sul 2-0 del terzo set, quando nessuno scommetterebbe un euro sulla russa, la Schiavone inizia a cambiare il gioco che sin lì l'aveva condotta. Litiga con il coach che dal suo angolo gli ricorda cosa deve fare: dice di voler giocare contro l'Autorità e in questa lotta di potere, in questo tentativo di rompere un cordone ombelicale che forse avverte troppo ingombrante, si perde. Arriva 5-5, commette due doppi falli e inizia a pagare anche delle cambiali sulla tenuta fisica, avendo corso di più, soprattutto dietro al rovescio bimane dell'avversaria. La russa è tra l'altro un ottimo prospetto: 18 anni, grande qualità (61 62 alla Marrero), ma anche cattiveria agonistica. Solo l'ingenuità gli aveva impedito di chiudere l'incontro prima. Ma alla fine dimostra di saper rimanere in partita malgrado fosse irrequieta e la racchetta gli "sfuggisse" di frequente di mano.
I FAVORITI Ma Ferrero non era sul punto di farsi da parte per una caviglia in disordine? Sarà ma sembra sgambare ancor meglio del solito. Contro l'ottimo terraiolo Guillermo Coria va con il pilota automatico. Accelera senza forzare (30 winners) e gioca con buona pressione costringendo l'argentino a 70 errori. Ora arriva un test ancor più probante contro l'altro bianco-celeste Gaston Gaudio, vincitore nel primo scorcio di stagione sul rosso a Barcellona e a Maiorca, e interprete di uno dei migliori rovesci a una mano del circuito. Ieri ha costretto ai crampi Arazi per inseguire le sue sventagliate. Agassi invece neanche si accorge dello spagnolo Robredo (6-2 6-4 6-2) e Safin picchia duro su Nalbandian prima di regalargli un set e chiudere in 4.
LA SORPRESA Paul-Henri Mathieu (20 anni, n.101 al mondo, wild card) ha infilzato nell'ordine Ferreira (n.30), Santoro (n.23) e Novak (testa di serie n.14).
ATTENZIONE A: Xavier Malisse.
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