News
Modena addio
Julio Velasco lascia la panchina di Modena. Il sogno di ricostruire la Panini che fu degli anni Ottanta è fallito.
Photo Lega Volley
Marco Arceri 05/05/2006
Se n'è andato, e probabilmente questa volta non tornerà. Julio Velasco lascia Modena e lo fa in modo diverso dalla prima volta. Allora, nel 1989, partì sulla scorta di un quadriennio di successi per approdare sulla panchina della Nazionale. Ora lascia dopo un biennio di delusioni. E' cambiato tutto. Quei ruggenti anni Ottanta e Novanta - i primi nell'opulenta Emilia, i secondi sulla panchina azzurra - ricchi di successi, premi e riconoscimenti, sono chiusi in bacheca, simbolizzati da medaglie e coppe. Ma trascorsi.Julio Velasco era un profeta. E i profeti non sono mai uomini per tutte le stagioni. Eppure l'allenatore argentino amante di Borges un tempo era uno degli uomini più famosi del Belpaese. Berlusconi lo voleva sulla panchina del Milan, per sostituire Sacchi. Poi la cosa saltò ma Velasco sarebbe ugualmente approdato più tardi nel mondo del pallone. Prima alla Lazio di Cragnotti, poi nell'Inter di Moratti. Un pasticcio, a dire il vero: il suo ruolo, confuso, di presunto 'motivatore' si rivelò assolutamente inutile. La Lazio vinceva, e l'Inter perdeva, a prescindere da lui.
E fu così che Julio, probabilmente rinsavito, decise di tornare nella pallavolo. Prima sulla panchina della Repubblica Ceca, poi a Piacenza infine negli ultimi due anni a Modena. La scorsa stagione andò male, quest'anno neanche troppo: quarti di finale nei play off. Ma Velasco ha lasciato: "Non lascio Modena perché ho opportunità migliori. Me ne vado perché ci sono una serie di cose che non mi permettono di lavorare come piace a me. E' una scelta difficile, perché amo questa società e questa città". Velasco non dice tutto, "per non creare ulteriori difficoltà a un club che mi sta a cuore", ma basta leggere tra le righe.
"Ormai la figura dell'allenatore si sta deteriorando. Chi ragiona con la propria testa, chi vuol fare a modo suo diventa una persona difficile da gestire. Insomma, ormai sta passando questa idea. La normalità è questa, l'eccezione è fare progetti a lunga scadenza". Forse Velasco ha solo anticipato i tempi: non è un mistero che parte della società stesse pensando di tagliarlo fuori. Forse tornerà in Argentina, forse resterà in Italia (Montichiari?). Rimane però nell'aria una sensazione: che Velasco, come Sacchi nel calcio, sia ormai uomo di altri tempi. In campo e fuori.
EDITORIALE / SPORT / VOLLEY / MODENA / VELASCO





















