Basket

 

"La ricetta dell'Air? Lavoro ed entusiasmo"

Sport.it intervista Cesare Pancotto, tecnico della squadra rivelazione della prima parte di stagione.

serie a basket 2009 2010,air avellino,cesare pancotto LaPresse Alessandro Pediconi 04/11/2009 Quattro successi in altrettante partite, la migliore partenza da quando è in serie A: è l’Air Avellino targata Cesare Pancotto, il coach che ha portato in Irpinia la sua lunga esperienza (è alla 16/ma stagione in serie A, l’11/ma consecutiva) ma con l’entusiasmo del primo giorno.

Quali sono i segreti alla base dei successi dell’Air in questo inizio di stagione?
Non parlerei di veri e propri segreti, le vittorie ottenute finora sono il frutto del nostro lavoro quotidiano, della chiarezza con cui abbiamo impostato la stagione, dei valori con cui la portiamo avanti, del fatto di avere ben chiaro qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere. Abbiamo una dirigenza che è molto legata alla città e alla squadra e lavoriamo tanto, con grande entusiasmo.

Quasi sono le novità che Pancotto ha portato ad Avellino rispetto allo scorso anno?
Sono convinto che nel basket ogni stagione fa storia a sé. Non ci deve essere confronto con il passato, ma è importante avere chiaro che cosa si vuole fare nel presente. Io da parte mia ho portato organizzazione, energia e voglia di responsabilizzare i miei giocatori, esattamente come ho fatto ovunque ho allenato.

Qual è il giocatore dell’Air su cui puntare?
Stiamo cercando di creare un gruppo, in cui ruoli, gerarchie e responsabilità siano ben chiari, ma che possa trovare ogni settimana un protagonista diverso. E’ quello che è accaduto finora, ognuna delle partite disputate fino ad oggi è stata decisa da un giocatore diverso. Alla fine del campionato tireremo le somme e vedremo chi è stato protagonista più volte nell’arco della stagione.

Qual è la scommessa di Pancotto ad Avellino?
Quella di far diventare squadra un gruppo eterogeneo, composto da nove giocatori nuovi. Quella di far fare esperienza alla terza squadra più giovane del campionato italiano, superando le naturali difficoltà che ci sono per integrarsi. Sono obiettivi che solo il lavoro quotidiano in palestra può permettere di raggiungere.

La scelta di Avellino è stata quella di creare un roster definito sin dall’inizio della stagione. E’ una scelta che pagherà?
Io sono convinto che le squadre debbano nascere a luglio ed essere allenate fino a maggio. Non è detto che nuovo sia uguale a migliore. I risultati sono il frutto di scelte ponderate, di una fiducia che si acquista nel tempo. In questo senso qui ad Avellino siamo fortunati ad avere la famiglia Ercolino al vertice della società: godiamo dei frutti della saggezza del padre e delle capacità manageriali del figlio. Gli Ercolino garantiscono energia, equilibrio e quel pragmatismo necessario per ottenere risultati.

C’è qualche risultato del campionato che l’ha sorpresa?
L’inizio della nuova stagione dimostra che ogni partita è importante e che ogni vittoria è una conquista. A ben guardare, ogni settimana presenta una novità, l’ultima è stata quella delle sei vittorie in trasferta nella stessa giornata. La novità di questo campionato è proprio che ogni partita presenta delle incertezze: bisogna farsi trovare sempre pronti.

Quale può essere la sorpresa del campionato?
Sono convinto che alla fine i valori verranno fuori, con le squadre più forti come Siena, Roma, Milano, Treviso e Bologna che faranno valere le loro qualità. Ma ogni partita fa comunque storia a sé, è un far west da conquistare, e lo può fare solamente chi lavora sodo e trova delle certezze di gioco che si creano in palestra con il lavoro quotidiano. Per questo spero proprio che alla fine dei giochi si possa dire che la sorpresa siamo stati noi!

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