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Recalcati-Italia, è divorzio

Il ct lascia la panchina azzurra dopo otto anni di servizio. Medaglie e delusioni, il suo bilancio.

italia basket,carlo recalcati,basket LaPresse Marco Arceri 21/11/2009 Mancava l’ufficialità, ora è arrivata pure quella: la Fip saluta Carlo Recalcati, ringraziando l’ormai ex ct per “l'opera professionale di altissimo livello prestata a beneficio della pallacanestro italiana, evidenziando i grandi successi raggiunti dalla Nazionale A sotto la sua guida ”. Le due parti hanno deciso di transare il contratto che lo legava fino al settembre 2010. Otto anni di Azzurra, un tecnico che con il tempo si era trasformato anche in manager ma che aveva dovuto fare i conti con gli evidenti e allarmanti limiti tecnici di un movimento passato in una manciata di anni dalle stelle alle stalle.

Era diventato ct nel 2001, prendendo le redini lasciate da Boscia Tanjevic. Nel 2003 si era trasformato in allenatore part time, visto che contemporaneamente gestiva anche la Montepaschi Siena. Unico allenatore italiano insieme a Valerio Bianchini ad aver vinto tre scudetti con tre squadre diverse (Varese nel 1999, la Fortitudo Bologna nel 2000 e Siena nel 2004).

Da ct ha vissuto e gestito l’epopea del bronzo europeo di Lulea 2003 e soprattutto dell’argento olimpico di Atene 2004, per chiudere con l’oro ai Giochi del Mediterraneo 2005. Il punto più alto della sua esperienza alla guida di Azzurra ma anche l’inizio della fase discendente della parabola. Una corsa verso il baratro iniziata con i Mondiali del 2006 e culminata negli Europei del 2007, quelli di Bargnani e della grande delusione. La mancata qualificazione agli Europei del 2009 è stata l’ultima amarezza.

Questi otto anni sono stati un’esperienza che rifarei – il commiato di Recalcati – un’avventura che mi è piaciuta moltissimo. Il futuro? No so, sto alla finestra”. Alla finestra non ci può stare ovviamente Azzurra: tutte le strade portano a Simone Pianigiani, demiurgo del capolavoro Siena. Ma la Montepaschi pone condizioni pesanti, e comunque non si può aspettare giugno. Il presidente federale Dino Meneghin: “Il nuovo ct deve dare un’impronta forte”. Difficile gli stranieri, da Repesa a D’Antoni.

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