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In sala stampa quindi si consuma l'addio. Pep Guardiola, seduto alla destra del presidente Sandro Rosell e del direttore sportivo Anton Zubizarreta, visibilmente emozionato spiega la ragione principale alla base della sua scelta: "Quattro anni al Barcellona sono un'eternità, e ora sono stanco". Sul futuro: "Non credo che la prossima stagione allenerò. Non è un mio obiettivo principale andare ad allenare all'estero, non ho bisogno di mettermi alla prova perché non c'è prova più grande che allenare il Barcellona per una persona che, come me, è nata a 60 km da qui e che qui ha amici e nemici".
Sandro Rosell, dopo aver ringraziato il tecnico che ha reso mai così grande il Barcellona ("Grazie a Pep per aver migliorato il nostro mondo calcistico. Non sarà mai messo in discussione il suo impegno e risultati ottenuti. Ha onorato i nostri valori e la nostra bandiera, per il tuo supporto, l'affetto e la stima che hai dato. La gratitudine del mondo del Barcellona sarà eterna. Con tutto il cuore grazie a te"), ha poi annunciato il nome del nuovo allenatore: "Cercheremo di gestire al meglio l'eredità che ci lascia - ha detto Rosell - per questo l'incarico passerà adesso a Tito Vilanova".
La scelta, nell'aria già da diversi mesi, mette la parola fine a quattro stagioni di grandi successi, che hanno issato la società blaugrana sul tetto del mondo calcistico. Guardiola, 41 anni, sulla panchina del Barcellona dal 17 giugno 2008 in sostituzione dell'olandese Frank Rijkaard, cambia pagina dopo aver vinto insieme a una squadra formata da calciatori fortissimi 13 trofei.
Nei quattro anni più vincenti della sua storia, il Barcellona ha messo in bacheca tre campionati spagnoli, due Champions League, due Mondiali per club, due Supercoppe europee, tre Supercoppe di Spagna e una Copa del Rey. Lionel Messi, la stella prima della formazione, ha sfruttato appieno la gioiosa macchina da calcio messa a punto da Guardiola portandosi a casa 3 Palloni d'Oro consecutivi.
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