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Juventus, Zaccheroni mister X

Dopo la Lazio il Livorno, il nuovo corso è all'insegna del pareggio. Vecchi e nuovi problemi bianconeri.

alberto zaccheroni,juventus calcio,serie a calcio 2009 2010 LaPresse Marco Arceri 07/02/2010 Il nuovo corso di Alberto Zaccheroni stenta a decollare. Se l’ultimo periodo di Ferrara fu l’inferno, questo è un purgatorio. Meglio un limbo dove ristagna una Juventus in transito, che ha già dato l’addio alla sua vecchia identità senza però essere in grado di cucirsene addosso una nuova. E non è un problema di moduli: a voler parlare di schemi, la difesa a tre è già realtà.

La questione casomai è di testa, e in effetti il nuovo allenatore la diagnosi l’aveva già stilata subito dopo la partita con la Lazio: l’insicurezza di fondo genera frenesia, la frenesia causa imprecisione, l’imprecisione impedisce il risultato. Al di là della condizione di fondo esistono poi problemi pratici: resta un mistero come una difesa di saltatori sia riuscita a rimediare gol di testa da uno come Filippini.

In avanti Diego – pure lievemente migliorato – è ancora in cerca di identità, Amauri continua a non segnare anche perché passa la maggior parte del tempo spalle alla porta e Del Piero corre invano appresso al pallone. La Juventus non peggiora ma neanche migliora. Resta ferma, mentre le altre avanzano (vedi il Palermo): condizione non sostenibile per chi deve rientrare nella zona Champions League.

Del resto se il presente è nell’incertezza, il futuro non da più garanzie. Prosegue la telenovela Benitez, e si aprono le fauci del fantamercato: Juventus su Jovanovic, Bale e Skrtel. Oltre a tutti gli altri nomi già fatti. Chi più ne ha, più ne metta.   

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