Champions League
Mourinho: "Sneijder l'unico dubbio"
Il tecnico dell'Inter ostenta sicurezza per il match contro il Barcellona. E punge la Juventus.
LaPresse
Marco Arceri 23/11/2009
Vigilia di Champions League, l’Inter tritatutto in campionato ha l’occasione di diventare finalmente grande anche in Europa. L’opportunità è ghiotta: trasferta al Camp Nou contro un Barcellona sì campione di Spagna e d’Europa, ma in evidente affanno, incerti Ibrahimovic e Messi, e soprattutto con il piede sul baratro dell’eliminazione. Se perdono con i nerazzurri e il Rubin Kazan vince contro la Dinamo Kiev, i catalani sono fuori. E domenica c’è la sfida con il Real Madrid, che proprio nel weekend è salito in testa alla Liga.Insomma, nel momento più delicato della squadra probabilmente più forte del mondo piomba l’Inter: “All’inizio solo io e Guardiola avevamo rispetto per questo girone – punge Jose Mourinho - quando tutti gli altri pensavano che ci saremmo giocati il primo posto fra di noi, e Rubin e Dinamo avrebbero fatto i turisti. Tutti dicevano che questa partita sarebbe stata tranquilla. Guarda adesso che tranquillità...”.
L’Inter che scenderà in campo è praticamente fatta: “Il mio unico dubbio è se gioca o non gioca Sneijder: vedremo se sarà in condizione di farlo. Se gioca Messi o no non è un mio problema. Se ci sarà, in difesa a destra giocherà Chivu. Se non ce la fa e c’è Iniesta, giocherà Chivu. Se Guardiola sceglie Pedrito, giocherà comunque Chivu”.
L’Inter di Mourinho, un anno dopo: “Rispetto alla passata stagione questa squadra ora è più ‘mia’. Ma dobbiamo ancora crescere, mentre il Barcellona ha già una sua filosofia da anni, è una scuola di calcio. Mi sembra comunque che questa Inter sia ora più adatta all’Europa: prima non era pronta alla differenza culturale, ora gestiamo meglio intensità e possesso palla. Ma il Barcellona non avrà paura di noi, è stato il miglior club per più di un anno”.
Dall’Europa all’Italia, lo Special One torna a respirare aria casalinga. Solite storie: la rivalità con la Juventus, accesa dai cori di domenica sera contro Balotelli: “Le offese contro di lui sono storia vecchia, io non posso fare nulla per cambiarla. Posso solo lavorare su di lui per farlo stare in campo nonostante la pressione negativa. Mi piacerebbe tanto giocare fra due settimane a Torino, contro la Juventus, ma forse non sarà così, perché esistono delle regole…” conclude alludendo (e auspicando?) ad un’eventuale squalifica del campo.
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