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Juventus, Buffon: "Calciopoli mi ha fatto malissimo"

Il portiere bianconero si racconta in una lunga intervista (in onda giovedì sera su Canale 5) rilasciata a Maurizio Costanzo

Gianluigi Buffon - immagine web

17:25 - 14 Febbraio 2018
Gigi Buffon si racconta a 360°. Il portiere della Juventus, in una intervista a Maurizio Costanzo in onda giovedì sera su Canale 5, torna sulla recente esclusione dell'Italia dai Mondiali di Russia 2018 e ricorda, con dolore, gli episodi di Calciopoli e del Calcioscommesse.
 
"Dopo l’eliminazione con la Svezia sono stati giorni molto difficili - le sue parole -. Volevo chiudere la carriera con il Mondiale perché penso che sarebbe stata l’occasione più bella per ricordare e onorare la mia carriera. Purtroppo non è andata così ma penso anche che a 40 anni io debba fare determinate dichiarazioni perché è giusto fare un passo indietro, è anche una questione di sensibilità visto che sono sempre stato un punto di forza delle mie squadre e non vorrei mai diventare un peso".
 
Nonostante i numerosissimi successi, la carriera del portierone azzurro è stata caratterizzata anche da qualche cocente delusione: "Calciopoli mi ha fatto tantissimo male - prosegue Buffon -. Sono stato gratuitamente infangato due volte e su un aspetto fondamentale per me, la lealtà sportiva. La cosa che mi ha fatto soffrire di più è il calcioscommesse, senza ombra di dubbio. Sono state due vigliaccate mirate a uno sportivo e a un uomo che non se le meritava assolutamente. Non porto rancore nei confronti di nessuno, però se dovessi rivedere certe persone un pochino mi innervosirei…".
 
Parlando del futuro, Buffon non ha dubbi su chi possa essere il suo erede designato: "Per doti e inizio carriera Gigio Donnarumma è il portiere che in questo momento è sulla bocca di tutti in maniera meritata. Ma ci sono anche due o tre ragazzi che secondo me sono partiti un anno due più indietro rispetto a lui e sono di grande prospettiva". Quello di Gigi, di futuro, invece, è ancora tutto da scrivere: "Devo incontrare il presidente col quale abbiamo questo patto tra gentiluomini prima della fine del campionato. Faremo il punto della situazione e prenderemo la scelta definitiva. La verità è che un giocatore non smetterebbe mai di giocare", conclude il portiere della Juventus.

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