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"In Italia c'è una situazione particolare, unica in Europa – afferma Abete, parlando dell’assenza dei rappresentanti delle leghe al Consiglio Federale –, perché dal primo luglio ci sono tre leghe professionistiche. Più ci si divide e più diminuiscono le logiche e le percentuali di rappresentanza. Una componente come la Lega di Serie A di certo non si dimensiona con il numero dei rappresentanti, ma con la leadership e con la qualità delle proposte di politica sportiva, visto che rappresenta i grandi club del calcio italiano. Nonostante questo, sono rammaricato dell’assenza dei rappresentanti della serie A, poiché rivestono un ruolo di attore primario del sistema calcio. L'auspicio è che riprendano al più presto, fin dalla prossima occasione, a partecipare ai lavori del Consiglio federale".
Nonostante il rammarico, però, Abete tira dritto per la sua strada: "Capisco le delusioni e le critiche della Lega di A – aggiunge il numero uno della Figc –, fa parte dei ruoli differenti. Ma la decisione che abbiamo preso rientra non solo nel quadro normativo della legge Bossi-Fini e in sintonia con le linee di politica sportiva dettate dal Coni negli ultimi anni".
La Federcalcio, inoltre, proverà a dare una risposta all’AIC (Associazione Italiana Calciatori), che ha chiesto all’organo dirigente del calcio italiano un intervento per arrivare in tempi brevi al rinnovo del contratto collettivo tra Figc, Leghe e associazioni di categoria: "Alla luce della situazione di stallo che si è creata con la scadenza del contratto collettivo dei calciatori, la Federcalcio chiederà un parere all'Alta Corte di Giustizia del Coni in ordine alle responsabilità ed attribuzioni della Figc in materia ed alla validità o meno dei contratti stipulati in assenza di un accordo collettivo".
La reazione delle leghe di A e di B non si è fatta attendere: "La decisione della Federcalcio di ridurre a uno il numero di nuovi giocatori extracomunitari per squadra è un errore – dichiara Maurizio Beretta, presidente della lega di serie A –, ma a differenza di quel che accade sul campo, se c'è la buona volontà si può rimediare. Qualcuno ha la tentazione di far passare l’idea che la Lega abbia qualche responsabilità nel fallimento dell’Italia ai Mondiali, francamente è un'idea ridicola".
Beretta si dice d’accordo nel rafforzamento dei vivai, ma non pensa che la riduzione del numero degli extracomunitari sia una soluzione valida: "I club hanno sempre fatto il loro mestiere: è vero, serve maggiore attenzione ai vivai, ma voglio ricordare che chi investe sui vivai e chi fa da attrazione a tutti i livelli è il grande calcio professionistico della serie A".
L’ultima questione sul tavolo del Consiglio Federale è quella relativa al blocco dei ripescaggi: "C’è l’impegno a partire dall'anno prossimo – annuncia Abete –, però c'è anche la necessità assoluta di modificare il format dei campionati. La volontà assoluta di bloccare i ripescaggi dall'anno 2011-2012 non è sufficiente, perché non risolverebbe il problema strutturale del rapporto tra il numero delle società e la potenzialità del sistema professionistico italiano. Quest'anno, come prassi, per i ripescaggi attenderemo i pronunciamenti del Tar, anche se dal punto di vista operativo ci basterebbe aspettare la conclusione dell'iter presso l'Alta Corte di giustizia sportiva del Coni".
La questione della riforma dei campionati si fa dunque sempre più urgente, visto che anche in previsione del prossimo anno ben 21 squadre non hanno i requisiti per iscriversi ai rispettivi campionati: "L’Ancona in serie B e altre 20 squadre in Lega Pro sono uscite dal sistema – afferma Mario Macalli, presidente della Lega Pro – e il prossimo anno sarà anche peggio. È una situazione inaccettabile, per questo il Consiglio federale mi ha concesso la delega da subito per la riforma dei campionati. Non ci metterò molto a presentare delle proposte".
Arezzo, Marcianise, Rimini, Mantova, Gallipoli, Perugia (squadre di prima divisione), Manfredonia, Olbia, Cassino, Pro Vasto, Alghero, Itala San Marco, Monopoli, Pescina, Scafatese (seconda divisione) sono già fuori dai giochi. Le uniche a poter sperare in una iscrizione in extremis, attraverso l'iter dei ricorsi sono infatti l'Ancona in serie B, il Figline in prima divisione e Potenza, Legnano, Pro Vercelli e Sangiustese in seconda.
Nexta
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