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Quelli in corso di svolgimento in Sudafrica sono in qualche modo anche i Mondiali di Nelson Mandela. Ma l’ex presidente sudafricano, che compirà 92 anni il 18 luglio, è stato costretto a disertare la cerimonia d’apertura della rassegna, che si è svolta lo scorso 11 giugno, per l’improvvisa scomparsa della pronipote 13enne Zenani, deceduta in un incidente automobilistico a poche ore del calcio d’inizio della rassegna.
Ora c’è anche l’incognita sulla sua partecipazione all’ultimo atto del torneo, in programma domenica 11 alle 20.30 al Soccer City Stadium di Johannesburg, impianto dove lo stesso Mandela tenne il suo primo discorso dopo la liberazione dalla prigionia (fu rilasciato l’11 febbraio 1990 da una detenzione iniziata il lontano 5 agosto 1962). L’Olanda, vincitrice martedì nel match contro l’Uruguay, attende l’esito della semifinale di questa sera tra Germania e Spagna.
“C’è un invito aperto. La famiglia Mandela prenderà una decisione solo nella giornata della finale”, spiega Jermain Craig, portavoce del Comitato organizzatore locale dei Mondiali (Loc). Qualche giorno fa Rich Mkhondo, portavoce del Loc aveva dichiarato: “È il benvenuto, se potrà e desidererà assistervi. Se non dovesse venire, lo capiremmo”.
La presenza del primo presidente nero del Sudafrica dopo la fine dell’Apartheid e Premio Nobel per la Pace nel 1993 insieme a Frederik Willem de Klerk, condizionerebbe comprensibilmente il programma della cerimonia di premiazione. A oggi, gli organizzatori del torneo non hanno ancora indicato chi consegnerà la coppa alla squadra vincitrice.
Nexta
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