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Nazionale, Jorginho sul rifiuto al Brasile: "Ho sempre voluto l'Italia"

Il centrocampista del Napoli è molto felice della sua scelta: "Credo nel nuovo progetto, porterò il bel gioco"

Jorginho - Foto www.imagephotoagency.it

19:29 - 21 Marzo 2018
La prima presenza ufficiale in azzurro di Jorginho non è stato sicuramente l'esordio che aveva sognato, visto che è coincisa con la storica eliminazione dell'Italia dai prossimi Mondiali, uno dei fallimenti più grandi dello sport italiano. Il centrocampista del Napoli era infatti in campo in quel maledetto 13 novembre di San Siro, dove a fare festa fu però la Svezia. L'italo-brasiliano, chiaramente esente da colpe, non ha infatti cambiato idea sulla sua scelta di scegliere i colori azzurri rispetto a quelli verdeoro: "Dobbiamo rialzarci subito, credere nel nuovo progetto, cercare di ripartire. Sono convintissimo della mia scelta. Certo, c'è stato un momento in cui avrei potuto dire sì al Brasile, ma ho sempre voluto l'Italia. Sono arrivato molto giovane qui, e questo paese mi ha accolto benissimo, mi ha dato la possibilità di realizzare tutti i miei sogni".
 
Jorginho non nasconde comunque il dispiacere per quanto successo pochi mesi fa: "Mi spiace non aver potuto dare una mano maggiore nel precedente ciclo. In realtà non è un rimpianto mio, io ho cercato di farmi trovare pronto, sempre. Sicuramente avrei voluto dare di più, ma non è stata colpa mia, ripeto". Il messaggio è chiaramente rivolto a Ventura, colpevole di non aver calcolato durante tutta la sua avventura da ct. 
 
Per quanto riguarda il suo ruolo, Jorginho ha detto di trovarsi molto bene in centrocampo a tre: "Per le mie caratteristiche è la cosa migliore, ma anche a due cerco di adattarmi", e ha assicurato di non avere problemi di coesistenza con Verratti, che "è un giocatore di altissima qualità e ti dà sempre una mano, averlo accanto rende tutto più agevole". Di Biagio sta chiendo anche molta qualità: "Il tecnico vuole coraggio e punta a costruire una squadra veloce che giochi palla a terra e che si diverta in partita. Una filosofia simile a quella che io e Insigne viviamo quotidianamente a Napoli"
 
Digressione sullo scudetto e la sfida alla Juve: "Lo scontro diretto con la Juventus sarà una partita molto importante ma ce ne sono tante altre da giocare. Essere ricordati solo per il bel gioco non è semplice. Stiamo facendo grande lavoro e stiamo facendo divertire molta gente. Essere belli e vincenti sarebbe la cosa perfetta, ma non ci si può riuscire sempre. Comunque dobbiamo credere nella nostra idea di gioco".

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