Ma la squadra destinata a rimanere scottata dalla decisione del gioiellino uruguaiano è senza dubbio l’Inter, che puntava forte sul fantasista del Bologna, che aveva le caratteristiche ideali per completare il reparto offensivo dei nerazzurri.
RAMIREZ SCEGLIE IL SOUTHAMPTON, L'INTER BEFFATA RESTA A BOCCA ASCIUTTA
Scelta di vita? Voglia di cimentarsi con un calcio diverso da quello italiano? No, niente di tutto questo. A spingere Ramirez a scegliere Southampton e la Premier League è stato sostanzialmente un fattore unico, ma decisamente importante: i soldi. Soldi che non girano più in Italia, dove certe spese folli non sono più all’ordine del giorno dei club nostrani, e che al contrario fanno apparire appetibili anche mete fino a oggi mai prese in considerazione. Come Southampton, appunto, famosa forse per aver ospitato la partenza del Titanic ma non certo per la propria tradizione calcistica.
"In Italia non ci sono soldi, se non rimango è per una questione economica", ha sentenziato Ramirez. Parole che equivalgono a un pesante schiaffo al calcio italiano, che forse continuerà ad attrarre dal punto di vista tecnico, ma non più da quello economico. E così la partenza di Ramirez impoverirà ulteriormente una serie A saccheggiata dai club stranieri, capaci anche di una maggiore attrattiva anche per giocatori che in Europa devono ancora sbarcare.
Prova ne è il brasiliano Lucas, destinato a vestire da gennaio la maglia del Paris Saint-Germain (toh!) dopo aver rinunciato alle avances dell’Inter, arrivata comunque a formulare un’offerta economica interessante per il calciatore e il suo attuale club di appartenenza. Per non parlare di Robin Van Persie, che la Juventus voleva fortemente ma che proprio oggi è a Manchester per dare vita alla sua nuova esperienza allo United.
UFFICIALE: NIENTE JUVENTUS, VAN PERSIE È DEL MANCHESTER UNITED
Il 25 agosto, data di inizio della nuova serie A, ci accorgeremo che giocatori come Ibrahimovic, Thiago Silva e Ramirez non ci sono più. Così come il giovane Verratti, sul quale nessun club di serie A è stato disposto a scommettere o, perlomeno, non tanto come il PSG. E l’esodo potrà essere ancora più massiccio: la stessa Inter, ad esempio, è pronta a dare via Julio Cesar e Maicon, due che hanno fatto le fortune dei nerazzurri all’epoca del Triplete, ma non solo. E che dire del Manchester City, pronto a versare nelle casse della Roma cifre da capogiro per portare Daniele De Rossi in Inghilterra?
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Insomma, il calcio italiano è un prodotto che non tira più, almeno dal punto di vista economico. Inutile nasconderlo, il campionato italiano rischia di diventare uno di quei prodotti destinati a rimanere a lungo negli scaffali dei supermarket, nascosto da marche più allettanti. Solo che una strada per farlo tornare bello e vincente c’è e andrebbe percorsa. I campioni vanno via? Ecco l’occasione per dare spazio ai giovani, per fargli mostrare tutto il loro talento, puntando su giocatori dalla scarsa esperienza ma dalle grandi prospettive, meglio se italiani. A beneficiarne sarebbe tutto il movimento, non solo la Nazionale di Cesare Prandelli.
Vorrà l’Inter puntare sul giovane Longo, affidandogli il ruolo di vice Milito? Sarà capace il Napoli di affidare la maglia che fu di Ezequiel Lavezzi a Lorenzo Insigne? E il Milan, quello del nuovo corso improntato al fair play finanziario, avrà la forza di pescare tra i suoi giovani la carta per completare la propria squadra? Quale spazio riusciranno a trovare i giovani della Juventus nel corso della stagione? E che dire della Roma, nella quale il ritorno di Zdenek Zeman in panchina è espressione di un nuovo corso societario che ha puntato prima di tutto a svecchiare la squadra? Riusciranno tutte queste squadre a non dare peso ai risultati, perseguendo una nuova strada per non rimpiangere chi non c'è più? Inutile nasconderlo, serve grande coraggio: riusciranno i club di serie A a trovarlo?
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