Serie A
Crisi Lazio, cercasi salvavita
Viaggio nel momento no dei biancocelesti, in piena bagarre salvezza e vittime di controsensi tecnici.
LaPresse
Filippo Pazienza 23/11/2009
E' sempre più scuro il cielo sopra Formello. Partita col botto del trionfo di Pechino in Supercoppa, la stagione dei biancocelesti sta prendendo una piega decisamente negativa, che se sottovalutata rischia di invischiare la Lazio nelle pericolosissime sabbie mobili della lotta salvezza. La classifica certifica in modo inequivocabile le difficoltà di Rocchi e compagni, sest'ultimi con soli 12 punti in compagnia di Bologna, Atalanta e Livorno. Se il campionato finisse oggi, tanto per intenderci, il club di Lotito si salverebbe solo grazie alla classifica avulsa.Così, se fino a qualche settimana fa qualcuno lo pensava senza però avere il coraggio (o la paura a seconda dei casi) di dirlo, adesso il timore di ritrovarsi a combattere per un traguardo ben più modesto rispetto alle aspettative è diventato realtà. Ancor più significativo il dato che vuole la metà del bottino guadagnato nelle prime due gare di campionato. In pratica, nelle ultime 11 giornate la Lazio ha collezionato 6 pareggi e ben 5 sconfitte. Una crisi che ha radici lontane e molteplici, investendo sia la sfera tecnica che quella societaria.
Contestato (per usare un eufemismo) da gran parte della tifoseria, sul banco degli imputati finisce in primo luogo Claudio Lotito. La gestione del 'caso diffidenti' ha evidenziato carenze non tanto sul piano morale (legittima, in ogni caso soggettiva la scelta di escludere Ledesma e Pandev dal progetto) quanto su quello tecnico dove non si è nemmeno tentato di colmare il vuoto lasciato dai due. Sempre il presidente viene tirato in ballo per l'organizzazione societaria. Dopo il grave errore della rottura con Walter Sabatini, il numero uno laziale continua a voler decidere tutto in prima persona, anche quegli aspetti prettamente tecnici coi quali, con tutto il rispetto, il curriculum di Lotito ha poco a che fare. In questo senso, la figura di Tare (coordinatore dell'area tecnica) ha un peso davvero marginale.
Come se non bastasse, quei pochi interventi sul mercato si sono rivelati del tutto errati: Eliseu resta un oggetto misterioso, Cruz è il lontano parente di quell'attaccante che ha tolto più di una castagna dal fuoco ai tempi dell'Inter. A catena, le colpe toccano tutto il resto del gruppo, in primis l'allenatore. Ballardini, dopo gli exploit di Palermo, sembra in confusione. Partito col rombo, è passato ad una sorta di 'albero di Natale' con Foggia e Zarate dietro a Rocchi per poi fare marcia indietro arrivando addirittura al 3-5-2 messo in campo a Napoli. Nel giorno del passaggio di Delio Rossi al Palermo, il raffronto virtuale tra i due si arricchisce di un intrigante intreccio tra passato, presente e futuro.
Una mano al tecnico non gliela sta certo dando Mauro Zarate, riscattato a peso d'oro (almeno per il budget della Lazio) e molto al di sotto (con 2 sole reti) del rendimento offerto la passata stagione. Una crisi passeggera? Forse. Attenzione però a non sottovalutare l'ultimo fattore, non per questo meno decisivo rispetto agli altri: quello mentale. Alla 13/a giornata, con 25 turni ancora da giocare, c'è tutto il tempo per rimettere le cose a posto. Se però la classifica dovesse essere simile tra una decina di turni, ritrovarsi a combattare su un terreno poco abituale potrebbe nascondere insidie importanti. La lotta salvezza, dove ogni punto va guadagnato coi denti, in passato ha già fatto più di una vittima illustre.
Esiste un salvavita? Sì. La rinasciata può e deve passare attraverso tre elementi. In ordine di tempo, il mercato di gennaio rappresenta l'occasione per tappare la falla al centro della difesa. Si continua a parlare del brasiliano Rever e lo stesso Tare ha ammesso che qualcosa è in programma. Per Ballardini potrebbe poi risultare prezioso un riavvicinamento con Ledesma, in grado di dare geometria e personalità in mezzo al campo. In quest'ottica, è previsto in settimana un incontro tra il procuratore dell'argentino e Lotito. Infine, logica conseguenza di quanto affermato sopra, sarebbe fondamentale il ritorno alla miglior forma di Zarate, vero e proprio ago della bilancia dei destini biancocelesti.
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