Serie A

Concorrenza sleale, l'Inter punta il dito

"Qualcuno vuole tenere il campionato aperto". E' rabbia nerazzurra malgrado il derby stravinto.

serie a calcio 2009 2010,inter calcio,milan calcio,jose mourinho LaPresse Filippo Pazienza 25/01/2010 Vincente ma non convinta, anzi decisamente innervosita. Il day after nerazzurro continua all'insegna della polemica iniziata ieri da Mourinho e Moratti e infuocata oggi dalle dichiarazioni del direttore generale Paolillo. Il concetto è semplice ed è stato espresso senza particolari giri di parole: gli avversari, il 'palazzo', vogliono riaprire il campionato in tutti i modi, anche facendo ricorso a pratiche non del tutto cristalline. Laddove non si arriva sul campo, si tenta di tutto per intralciare il percorso interista verso il quinto scudetto consecutivo.

Il materiale, dal punto di vista nerazzurro, non manca. La mancata espulsione di Bonucci a Bari, il rinvio di Fiorentina-Milan, lo stravolgimento del calendario di Coppa Italia con l'Inter in campo il giorno dopo il Milan e, infine, l'arbitraggio di Rocchi nel derby di ieri sera che proprio non è andato giù. Paolillo, già protagonista in settimana del botta e risposta con Galliani sul 'caso calendari', stamattina ci è andato giù pesante: "C'è qualcosa che non va: si vuole riaprire il campionato non riconoscendo la superiorità di una squadra, e lo si vuole fare in una maniera non troppo leale". 

Il dg nerazzurro entra poi nel particolare: "Gli elementi che possono portare a riaprire un campionato non sul campo ci sono tutti. Rocchi si è lasciato sfuggire la partita, Ronaldinho andava ammonito subito per il fallo su Lucio e poi l'arbitro non ha avuto lo stesso metro di giudizio sulla frase con cui Borriello si è rivolto all'arbitro: le sue parole, le hanno viste tutti, non valgono, ma vale l'applauso fatto da Sneijder".

Le parole del dirigente si accordano alla perfezione con quelle rilasciate ieri da Mourinho e Moratti. Il tecnico ha addirittura dedicato allo sfogo contro Rocchi tutta l'apertura del suo commento post gara: "Abbiamo vinto un derby fantastico ma me ne torno a casa con una sensazione molto strana. Ho già capito che non ci lasceranno vincere il campionato. Se a Bari si è deciso di non punire il fallo di Bonucci con un rosso e oggi Sneijder è stato espulso, non credo che ci lasceranno vincere questo campionato molto facilmente".

La strana sensazione del portoghese diventra strana atmosfera nel pensiero di Moratti: "Senza dubbio ho visto brutti segnali - ha spiegato il presidente lasciando lo stadio - se si tratta di segnali sono molto antipatici e ce li hanno fatti capire con molta semplicità. L'arbitro ha sbagliato, si è visto che in tribuna non ero contento e non lo sono ancora". Più diplomatico il capitano, Javier Zanetti, che in ogni caso non nasconde un certo malcontento: "Non pensiamo che ci sia nulla contro di noi, ma chiediamo solo di tenere gli occhi aperti, soprattutto dopo quello che è successo nelle ultime partite. È giusto che noi ci facciamo sentire..".

Nel pomeriggio ha poi detto la sua anche Demetrio Albertini, vicepresidente della Federcalcio: "Mi è dispiaciuto sentir parlare di complotto. Ma quel che più mi è dispiaciuto è sentir dire a Mourinho 'io sono straniero, me ne andrò e il problema rimarrà a voi'. Ma di quale problema parla? Come se ci fosse ancora qualche problema del genere...Proprio da Mourinho, un'accusa così superficiale non me la sarei aspettata. Sa ha qualcosa da dire parli esplicitamente, non in maniera generica".

La polemica è divampata e tutto sembra meno che un fuoco di paglia. Per ora, complice anche la bruciante sconfitta, il Milan non risponde. Dal campo all'esterno, il derby sembra non finire mai. A Mourinho, in fondo, sta bene così. Lui che dalle polemiche sa trarre come pochi altri linfa vitale per compattare il gruppo e che, senza veleni, sarebbe meno 'Speciale'.






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