Serie A

 

Rossi promette: "Poche parole e molti fatti"

"Credo solo in tre cose: lavoro, lavoro e lavoro". Si presenta così il nuovo tecnico del Palermo.

delio rossi,palermo calcio 2009 2010,maurizio zamparini AP Filippo Pazienza 24/11/2009 Il Palermo cambia, in tutti i sensi. In attesa della risposta del campo, il passaggio da Walter Zenga a Delio Rossi promette di assomigliare molto ad uno stravolgimento caratteriale prima ancora che tattico. Esuberante, sfrontato da allenatore come tra i pali il primo, riflessivo e pacato il secondo. Nella prima conferenza stampa da allenatore dei rosanero, Delio Rossi segna giù una differenza rispetto al recentissimo passato: "Non faccio il rappresentante, non sono un imbonitore e non ho nulla da vendere. Non mi sentirete mai parlare di un obiettivo, fissarne uno. E' il campo l'ultimo giudice, le cose prima vanno fatte poi se ne parla".

L'ex tecnico della Lazio non lo dice apertamente, ma il riferimento è scontato e va ai propositi scudetto sbandierati ad inizio stagione da Walter Zenga, più che mai stonati se presi in considerazione all'indomani dell'esonero. Ieri Walter Sabatini, ds del Palermo, aveva ammesso come una delle ragioni della rottura con Zenga fosse legata alla poca continuità garantita dal tecnico milanese soprattutto sul piano tattico. Anche in questo senso, con Rossi la musica è destinata a cambiare: "Non giocheremo con un modulo oggi e uno domani, ne avremo uno di riferimento. Però dire adesso quale, dato che devo dirigere il mio primo allenamento e non ho sentito nessuno a parte Zamparini, è un po' dura".

Dopo la fine del matrimonio con la Lazio, Delio Rossi era uno degli allenatori più ambiti tra quelli a disposizione a campionato in corso. In questi mesi gli abboccamenti non sono mancati, ma come ammesso dal diretto interessato solo con Zamparini è scattata la scintilla giusta: "Avevo avuto 10-15 contatti con altri club ma per scegliere devo sentire qualcosa dentro. A Palermo c'è passione, perciò accetto questa sfida. Comunque ci tengo a ricordare che non sono un allenatore da mordi e fuggi, spero di poterlo dimostrare anche a Palermo".

L'avvicinamento è iniziato domenica sera, quanto il destino di Zenga sembrava ormai segnato: "Zamparini mi ha chiamato la prima volta solo domenica sera. Dobbiamo lavorare sin da subito perché tra due giorni c'è la sfida di coppa con la Reggina. Mi ha chiesto soltanto di dare un gioco alla squadra e di lavorare al meglio possibile". Per capire la struttura del nuovo Palermo è ancora presto, ma le idee sulla ricetta da applicare sono già chiarissime: "L'organico devo vederlo lavorare per valutarlo. E' una squadra che può recitare un ruolo importante, poi vedremo quanto importante. Di sicuro non ho la bacchetta magica, ma credo in tre cose: lavoro, lavoro, lavoro".

Prima di cedere la parola al tenico, proprio Zamparini aveva espresso il proprio pensiero sul cambio in panchina. Poche ma significative le parole usate dal presidente siciliano: "Su Zenga non rispondo a domande. Sono triste da 3 giorni, da quando ho dovuto esonerarlo, perchè con lui c'era un bel rapporto umano. Però ci eravamo impantanati in un cammino senza ritorno. Anche se le mie decisioni mi tirano addosso l'ironia della stampa italiana, io le prendo". Delio Rossi è l'ennesimo allenatore di una lista che Zamparini spera di non dover più aggiornare: "E' un allenatore importante con molte credenziali e che non ha bisogno di presentazion. Spero che sia una decisione positiva e che smentisca la mia carriera di mangia allenatori".






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