Serie A
Mourinho squarcia il silenzio: "Balotelli? Nessuna febbre"
Il portoghese commenta alla 'Gazzetta' il pareggio col Genoa smentendo l'influenza dell'attaccante.
LaPresse
Filippo Pazienza 10/03/2010
José Mourinho rompe un silenzio che - almeno per quanto riguarda il campionato - durava dalla rovente serata con la Sampdoria ed era stato interrotto solo dagli obblighi Uefa nell'andata degli ottavi di Champions col Chelsea. Il portoghese, in un'intervista esclusiva alla 'Gazzetta dello Sport', torna a parlare e lo fa a modo suo: velenoso, mai banale. Il tecnico torna sul posticipo col Genoa ma, soprattutto, dice la sua sulla presunta febbre che avrebbe limitato Balotelli nel match contro i rossoblu. In casa nerazzurra, lo 0-0 di domenica sera (quarto pareggio nelle ultime cinque uscite in Serie A), ha lasciato un po' di amaro in bocca impedendo il contro allungo sul Milan bloccato in casa della Roma. Mourinho, però, non ne fa un dramma e analizza il pari non disdegnando la solita frecciata: "Ci sono pareggi e pareggi. Quelli per colpa di errori degli altri, quelli che arrivano per colpa nostra. Preferisco un pari così, in una partita onesta, in cui la mia squadra ha giocato bene e avrebbe meritato di vincere".
In molti, per spiegare il molle approccio interista alla gara, si sono rifatti proprio all'assenza di Mourinho dalla panchina dove solitamente la carica del portoghese è in grado di trascinare la squadra soprattutto nei momenti di difficoltà. Il diretto interessato glissa, sminuendo quest'aspetto: "Ma io non gioco, non segno, non paro. Se la squadra gioca bene, con l’atteggiamento giusto, non c’è bisogno dell’allenatore in panchina per vincere". Poi, però, lo 'Special One' sottolinea anche l'importanza del poter seguire da vicino i suoi: "Quando mancano concentrazione, intensità, aggressività: allora l’allenatore può cercare di aiutare la squadra ma se è lontano dai giocatori, non può fare niente".
La vera 'chicca', l'allenatore nerazzurro la regala commentando il presunto stato febbrile che - stando almeno a quanto dichiarato da Branca dopo il fischio finale - avrebbe limitato la prestazione di Balotelli: "Febbre? Quale febbre? La febbre l’avevo io, non lui. Io e il dottor Combi sappiamo che Mario non aveva la febbre. Farlo giocare in quelle condizioni non sarebbe stato etico. La febbre di Mario è una bugia".
Intanto, oggi la squadra è scesa in campo per la seconda seduta in vista della trasferta di Catania (venerdì, ore 20,45) che rappresenta il primo di un trittico di impegni (poi Chelsea e Palermo sempre fuori casa) forse decisivo per la stagione dell'Inter. Dopo aver festeggiato il compleanno di Eto'o (29 anni), il gruppo ha sostenuto un lavoro sul possesso palla con esercitazioni sui principi di gioco prima della partitella finale. Buone indicazioni dall'infermeria, con Santon (reduce dai problemi al ginocchio) e Thiago Motta (out col Genoa per un affaticamento muscolare) che hanno sostenuto l'intera seduta col resto dei compagni.
INTER CALCIO / GENOA CALCIO / MARIO BALOTELLI / JOSÈ MOURINHO / GAZZETTA DELLO SPORT
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