Serie A

 

Lazio si cambia, via Ballardini

Decisa la sorte del tecnico romagnolo, in pole c'è Reja. Al Siena probabile addio di Malesani.

serie a calcio 2009 2010,bari calcio,lazio calcio,davide ballardini AP Marco Arceri 08/02/2010 Questa volta, verosimilmente, ci siamo. Addirittura Lotito e Reja sarebbero già d’accordo: l’ex tecnico del Napoli è in pole position rispetto alla concorrenza, dal ventilato Trapattoni a Cagni, dall’Arrigoni ad un passo dal Padova a Camolese che la Roma biancoceleste la frequentò da giocatore ai tempi di Fascetti. L’unico problema è che è legato con i croati dell’Hadjuk Spalato fino al 2011. Comunque chiunque sia il suo successore, di certo il tempo di Davide Ballardini a Formello è finito.

Non mancano i motivi. Ha preso una squadra che Rossi lasciò in Europa League e con una Coppa Italia in bacheca ed ha perso tutto, con l’eccezione dell’agostana e poco significativa Supercoppa italiana (vinta contro l’Inter): fuori dall’Europa, fuori dalla Coppa Italia, in piena zona retrocessione. Non mancano le responsabilità della società – vedi i paradossali casi di Pandev e Ledesma, per non dimenticare De Silvestri – ma quelle del tecnico sono tante.

Dagli infortuni frutto di una preparazione sbagliata fino alla netta involuzione di Zarate, dalla guerra fredda con alcuni pilastri dello spogliatoio (Rocchi) a decisioni incomprensibili: contro il Catania ha fatto fuori la difesa titolare per improvvisare un reparto con i nuovi arrivati Biava e Dias. Lo difende solo Zamparini, non del tutto a torto: “E’ un ottimo allenatore, a Palermo però era supportato dalla società”. A lasciar intendere che, invece, alla corte di Lotito le cose vanno diversamente. Il che detto dal mangia-allenatori per eccellenza suona paradossale.

Insieme a quella di Ballardini probabilmente salterà anche la panchina di Malesani a Siena. La svolta del nuovo proprietario Mezzaroma, che è anche un ritorno al passato: richiamare alla base Giampaolo, già esonerato all’inizio della stagione dall’allora proprietario Lombardi Stronati, che lo sostituì con Barone, a sua volta rilevato da Malesani. Un cane che si morde la coda.

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