Italia-Camerun, quando la noia domina gli esperimenti

Al Louis II, finisce 0-0 l'ultima amichevole prima delle convocazioni per il Sudafrica. Bonucci meglio di Cossu.

campionati mondiali calcio sudafrica 2010,italia calcio,camerun calcio,marco borriello AP Filippo Pazienza 03/03/2010 Al Louis II di Monaco, termina 0-0 il terzultimo impegno amichevole dell'Italia prima del debutto mondiale in programma il 14 giugno col Paraguay. Nel Principato va in scena una gara noiosa, tecnicamente poco probante, che fa ancora una volta riflettere sull'utilità di queste amichevoli se affrontate solo all'insegna degli esperimenti. E' vero che mancano ancora due gare al match d'esordio, ma entrambe arriveranno ai primi di giugno (certa quella del 5 con la Svizzera, probabile quella del 3 col Messico) quando ormai Lippi (alla 51esima panchina azzurra) avrà consegnato alla Fifa la lista dei 23 convocati.

Dopo due precedenti ufficiali proprio a livello di Campionati del Mondo (1-1 a Spagna '82 e 3-0 per l’Italia a Francia '98), finisce senza né vincitori né vinti una gara che è servita se non altro per festeggiare l'esordio assoluto di Bonucci e Cossu (esordienti numero 17 e 18 del 'Lippi bis'), osservati speciali del commissario tecnico. Buona la prova del barese, schierato nell'inedita difesa a 3 con Cannavaro (per lui 132esima presenza, 75esima da capitano) e Chiellini. Più timida la serata del cagliaritano, cresciuto solo alla distanza ma più per colpa di un meccanismo poco oliato che per suoi demeriti.

Il ct azzurro conferma in pieno il 3-4-3 provato in questi giorni con Borriello punta centrale del tridente completato da Di Natale e lo stesso Cossu. Marchetti è il vice Buffon, Maggio e Criscito agiscono sugli esterni con De Rossi-Pirlo coppia centrale. Nel Camerun, tra le massime espressioni del calcio africano, l’interista Eto'o è solo la punta di un iceberg che comprende anche calciatori del calibro di Bassong ed Ekotto (difensori del Tottenham), Song (metronomo dell'Arsenal), Emana (ala del Betis) mentre Makoun (Lione), solitamente protagonista del 4-3-3 di Le Guen, si accomoda in panchina.

Tutto il primo tempo scivola via anonimo e bisogna aspettare il 10' per lo schema su punizione che porta al colpo di testa (alto) di Di Natale. Al 13', gli azzurri accarezzano per qualche secondo la gioia del vantaggio prima che l’arbitro sanzioni (giustamente) la posizione irregolare di Chiellini che era stato lesto ad approfittare dell'uscita a vuoto di Hamidou. Un pizzico di sale sul match lo avevano promesso i fornitori tecnici delle due squadre che, dopo i primi 45', si sarebbero dovute ripresentare in campo con tenute diverse: l’Italia con la nuova seconda maglia appena presentata, il Camerun addirittura con una terza casacca comune a tutte le formazioni presenti in Sudafrica. All'ultimo, però, la Fifa non concede l'ok. 

Lippi, come da copione, rivoluziona ad inizio ripresa gran parte dell'undici titolare con un occhio attento al campionato: fuori De Rossi (Gattuso per il 71esimo gettone, agganciato Gentile), Pirlo (Montolivo), Borriello (Pazzini) e Criscito (Marchisio) con passaggio al 4-3-3 che obbliga Chiellini ad allargarsi a sinistra con Bonucci centrale accanto a Cannavaro. Hamidou respinge un bel destro di Di Natale al 2', poi sale in cattedra Marchisio che al 12' serve una gran palla allo stesso attaccante dell'Udinese la cui girata mancina viene però deviata in angolo. Nella serata di festa per la Sardegna (Marchetti e Cossu in campo), il fantasista sale di tono col passare dei minuti ma al 26' è Bonucci a sfiorare il vantaggio sugli sviluppi di un corner. La girandola dei cambi si esaurisce con Quagliarella per Di Natale e Cassani per Maggio. Finisce senza reti, consapevoli del fatto che da giugno in poi sarà tutto molto più serio.





 

  • Commenta Commenta
  • Share
  • Stampa
  • Invia
  • Vota

Scegli quante stelle

0 voti

CORRELATI

ADV