Amauri e Cassano, azzurro addio

Il momento no dello juventino e del doriano compromette le loro poche speranze di trovare un posto in Nazionale.

juventus calcio,sampdoria calcio,serie a calcio 2009 2010,amauri,antonio cassano Marco Arceri 09/02/2010 In autunno sembravano misericordiosi salvatori della patria, che solo la cocciutaggine di Lippi, a parole nel caso dell’Amauri ancora privo di passaporto italiano e nei fatti nel caso di Cassano, teneva fuori dal giro azzurro. Oggi, a febbraio, sono invece solamente due ingombranti ruderi, che l’acume del ct è riuscito a tenere lontani da Coverciano. Chapeau: Lippi si è seduto sul fiume ed ha aspettato, secondo il proverbio cinese. Lippi batte l’opinione pubblica 2-0.

Perché al loro arrivo in Nazionale per il Mondiale di Sudafrica 2010 Lippi aveva sempre opposto più o meno diretti dinieghi. Specialmente nel caso di Cassano, ritenuto un problema nello spogliatoio: una posizione difficile e solitaria, quando Cassano furoreggiava e in ogni stadio d’Italia il ct faceva puntualmente il pieno di fischi (vedi Parma). Parzialmente diverso il caso di Amauri, dove tra lui e la maglia azzurra si frappongono tuttora reali ostacoli burocratici.

Erano partiti sognando l’azzurro e i Mondiali i due, e ora si ritrovano tra campo e panchina. Amauri in campo ce lo tiene solo il fatto che il reparto offensivo della Juventus è a mezzo servizio, con Iaquinta e Trezeguet infortunati, e lui è l’unico centravanti di ruolo. Ma il bilancio è atroce: dal 2009 a oggi solo cinque gol segnati, una crisi iniziata già a febbraio dell’anno scorso e mai risolta. Tante reti quante quelle messe a segno da Giorgio Chiellini, che di mestiere fa il difensore. E Lippi - che con un rendimento diverso probabilmente lo avrebbe portato in Sudafrica - lo ha già tagliato: “Ho dei posti liberi, ma sinceramente gli oriundi li prendo meno in considerazione”.

Cassano no invece, Cassano è finito davvero fuori dal campo nonostante un inizio di stagione di gran carriera. Poi l’appannamento, suo e della Sampdoria tutta, le liti con il pubblico, le voci di un addio, la tensione con Delneri e alcuni compagni nello spogliatoio (Palombo). Mentre la Sampdoria precipitava, sconfitta dopo sconfitta. Fino al colpo di scena, Delneri lo mette fuori e la Sampdoria vince tre partite consecutive. Di Fantantonio oggi quasi non si sente più parlare. E Lippi si gode la scommessa vinta.

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