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F1: la storia di Raikkonen alla Ferrari

Dall'ultimo successo del Cavallino Rampante nel Mondiale del 2007 fino al secondo ciclo senza vittorie: tutta la carriera del finlandese in rosso

Kimi Raikkonen, pilota Ferrari - Foto www.imagephotoagency.it

12:35 - 11 Settembre 2018
Un addio doloroso. Per Kimi Raikkonen, per la squadra, per i tifosi che addirittura si erano spinti ad una raccolta firme pur di far correre per almeno un altro anno il loro beniamino in rosso. Ma il tempo passa, la carta d'identità non mente e la Ferrari fa una scelta generazionale, dando il benvenuto ad un pilota, Charles Leclerc, che ha 18 anni meno del finlandese.
 
Il più grande dispiacere per Raikkonen nella sua seconda vita in Ferrari è e resterà quello di non essere mai riuscito a lottare veramente per un titolo mondiale, come fatto invece nei suoi primi tre anni in rosso. Il finlandese ha rappresentato un uomo squadra eccezionale per il Cavallino, in grado di sacrificarsi alla causa in più di una occasione, anche a costi di rimetterci una vittoria, come avvenuto a Budapest nel 2017. Ma riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro per raccontare la storia di Kimi Raikkonen con la Ferrari.
 
Tutto nasce a fine 2005, quando Michael Schumacher inizia a pensare seriamente al ritiro che diverrà certezza nella sua testa qualche mese dopo. Lo stesso Schumi viene interpellato e Michael condivide pienamente la scelta della squadra che ha messo gli occhi su Raikkonen. Il passaggio di consegne avviene simbolicamente sul podio di Monza 2006: Schumi vince e annuncia l'addio alle corse, con Kimi che è secondo e che viene annunciato per gli anni a venire in Ferrari. Tra i due, anche un caloroso abbraccio sul podio. La scelta è giusta e lo dimostra in un 2007 da leggenda, con il finale di Interlagos, dove Raikkonen riesce a portare a casa il titolo iridato. L'anno successivo, complice anche una scelta a suo sfavore nello sviluppo della macchina, Kimi parte bene ma nella seconda parte del campionato perde competitività chiudendo solo terzo in classifica (la Ferrari perde il mondiale con Massa all'ultima curva ma vince come l'anno prima il Costruttori: è l'ultimo titolo conquistato finora). Il 2009 è un anno difficile, ma Kimi riesce a vincere a Spa con la poco competitiva F60, ma nonostante questo viene allontanato da Maranello per far posto a Fernando Alonso.
 
Dopo due anni nei rally, il finlandese torna in F1, disputa due ottime stagioni in Lotus e nel 2014 è di nuovo con il Cavallino Rampante, ma la prima stagione è disastrosa: la macchina non va e Alonso lo bastona nel confronto interno. Il 2015 mette a segno tre podi assicurandosi il rinnovo solo a fine estate, mentre l'anno successivo i podi sono quattro ma ancora una volta la Ferrari non è in grado di lottare per il titolo. Si arriva così al 2017, e mentre Vettel lotta per il titolo Kimi vive un anno di alti e bassi, in cui però dimostra di saper ancora essere veloce, come dimostra la pole a Monaco. Proprio Montecarlo e Budapest rappresentano due tappe da non trascurare: nel Principato la Ferrari ritarda la sosta di Seb permettendogli di passare al comando, in Ungheria la squadra chiede a Kimi di non passare un Vettel in difficoltà per difendere le prime due posizioni. Raikkonen esegue e si assicura il contratto anche per il 2018, suo ultimo anno in Ferrari: manca l'acuto che darebbe un senso a questa sua seconda vita a Maranello, la vittoria che Kimi sta inseguendo ormai da anni. Ci riuscirà da qui ad Abu Dhabi?
 

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