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F1: il film del mondiale 2018

Riviviamo la stagione che ha incoronato Hamilton re per la quinta volta

Kimi Raikkonen - Profilo Instagram Kimi Raikkonen

17:35 - 25 Novembre 2018
E' una F1 che cambia pelle, quella che scende in pista per i test invernali: debutta infatti ufficialmente l'Halo, la protezione per la testa tanto voluta dalla Federazione. A parte quello, regolamento pressoché invariato nella sostanza e tanta attesa dopo i test in Spagna, dove Mercedes ed Hamilton sembrano in leggero vantaggio sulla concorrenza. Cominciava così un mondiale che ha saputo regalare tanti duelli e colpi di scena, ma che alla fine ha visto nuovamente trionfare le Frecce d'Argento.
 
 
Grande Ferrari, ma Hamilton è avanti
 
Si inizia come sempre da Melbourne, dove Hamilton spaventa tutti in qualifica rifilando ben sette decimi alle Ferrari. In gara Lewis ha un margine ridotto invece, e nel tentativo di difendersi dall'undercut di Raikkonen, che si trova alle sue spalle al momento del pit-stop, lascia via libera a Vettel, che approfitta di una virtual safety car per balzare dal terzo al primo posto e vincere così la corsa, dopo essersi difeso nel finale dagli attacchi dell'inglese. In Bahrain la SF71-H vola e monopolizza la prima fila, ma la domenica c'è da soffrire per il team di Maranello: Kimi va ko per un errore al pit-stop (con tanto di brutto infortunio allo sfortunato meccanico Francesco Cigarini), Vettel invece tiene duro a gomme finite difendendosi dall'assalto finale delle Mercedes (quest'ultime con gomme fresche data la sosta in più) e vincedavanti a Bottas ed Hamilton. In Cina è nuovamente prima fila tutta Ferrari, ma al via Vettel stringe troppo Raikkonen e Bottas si inserisce tra loro, e passa al comando al momento dei pit-stop. Gara che sembra congelata, ma un incidente tra le due Toro Rosso chiama in causa la safety car e rimette tutto in discussione: ne approfittano le Red Bull, che montano gomme nuove e vanno all'attacco; Ricciardo è bravissimo e infila un sorpasso dopo l'altro andando a vincere, mentre Verstappen sbaglia e colpisce Vettel, il quale chiuderà mestamente 8°, mentre sul podio vanno Bottas e Raikkonen, mentre Hamilton, 4°, “festeggia” il 28° arrivo a punti consecutivo, nuovo record della F1. La Ferrari comunque c'è e Vettel ottiene la terza pole consecutiva a Baku, ed ha in Bottas, di nuovo più veloce di Hamilton, il rivale di giornata: Valtteri posticipa la sosta ed approfitta dalla safety car entrata in pista per l'incredibile collisione tra le due Red Bull di Ricciardo e Verstappen, finite entrambe ko; alla ripartenza Seb forza l'attacco e spiattella le gomme, mentre al giro successivo Bottas fora ed Hamilton si ritrova incredibilmente al comando, andando a vincere davanti a Raikkonen ed al sorprendente Perez, bravissimo ad approfittare di una gara pazza, mentre Vettel è 4°. Così, dopo quattro gare, pur avendo vissuto un inizio di stagione molto difficile in quanto a prestazioni Hamilton è il leader del mondiale con 70 punti, davanti a Vettel con 66, a Raikkonen con 48 e Bottas con 40; nel Costruttori Ferrari avanti 114 a 110 nei confronti della Mercedes.
 
 
Tra Vettel e Marchionne, Hamilton va
 
Allo sbarco in Europa la Mercedes torna a dominare in Spagna, dove mette a segno una facile doppietta con Hamilton davanti a Bottas, mentre la Ferrari soffre (e scoppia la polemica per le gomme “ribassate” della Pirelli) con Vettel 4° e Raikkonen ko per un problema tecnico. A Monaco le Red Bull sono una spanna sopra tutti, ma Verstappen rovina tutto nelle libere (macchina non pronta per le qualifiche) e via libera a Ricciardo, che nonostante problemi al motore vince davanti a Vettel ed Hamilton. Per Daniel inizierà un periodo tremendo che non lo vedrà più salire sul podio. Si vola dunque in Canada dove Vettel fa pole e vittoria davanti a Bottas e Verstappen, che dimostra e dimostrerà di aver fatto tesoro degli errori di inizio anno, specie quello di Monaco, mentre Hamilton è solo 5°; posizione invertite tra i due pretendenti al titolo in Francia, dove Lewis vince facile mentre Seb colpisce alla prima curva Bottas chiudendo in quinta posizione. Ecco quindi la gara in Austria, dove le Mercedes hanno inizialmente il controllo della gara (dato anche che Vettel parte indietro per una penalità), ma sbagliano le chiamate ai pit-stop favorendo il recupero di Red Bull e Ferrari e poi si fermano entrambe in gara: ne esce così la prima vittoria stagionale per Verstappen, che chiude davanti a Raikkonen e Vettel, con quest'ultimo che torna leader del mondiale per appena un punto di vantaggio su Hamilton. Altra domenica grandiosa per le Rosse a Silverstone, dove in un finale convulso Vettel compie un gran sorpasso ai danni di Bottas andando a vincere davanti ad Hamilton e Raikkonen, con questi due protagonisti di un contatto al via. Tra l'Inghilterra e la Germania si diffonde la notizia delle condizioni irreversibili di Sergio Marchionne, presidente Ferrari; il Cavallino vuole vincere anche per lui e ad Hockenheim Vettel è in pole, mentre Lewis ha problemi sulla sua W09 a fine Q1; il mondo si capovolge 24 ore dopo, con la pioggia che arriva sul circuito e Vettel che finisce a sbattere contro le barriere quando è in testa, con Hamilton che va a vincere davanti a Bottas e Raikkonen, non senza polemiche per un suo “taglio” della corsia box sotto safety car. In Ungheria la Mercedes fa il colpaccio in qualifica con la pioggia ed alla domenica la Ferrari non riesce a recuperare, con Vettel e Raikkonen che solo nel finale si liberano di Bottas per andare sul podio. Siamo così alla pausa estiva, con Hamilton al comando della classifica con 213 punti (+24 su Vettel) e la Mercedes davanti nel Costruttori per dieci lunghezze. Non lasceranno più la leadership.
 
 
Seb ci prova, ma Lewis cala il poker
 
Il mondiale riparte dal Belgio, dove Vettel passa in avvio Hamilton per andare a vincere, prenotando Monza, dove le Ferrari sono in prima fila con Kimi in pole. Le due rosse lottano tra loro alla prima curva, Hamilton ne approfitta ed alla Roggia attacca Vettel, con il tedesco che si gira. Bella la battaglia tra Raikkonen ed Hamilton, con l'inglese che finta la sosta e resta in pista, con la Ferrari che invece chiama Kimi ai box troppo presto, facendogli perdere tempo dietro Bottas ed arrivando a fine gara con gomme finite, tanto che Lewis nella seconda parte di gara non ha problemi a passare il ferrarista. Vettel è solo 4° e perde ulteriormente terreno, mentre per Hamilton è la prima di quattro vittorie consecutive: vincerà anche a Singapore, Sochi e Suzuka, dove Vettel finisce in testacoda nel tentativo di recuperare dopo delle qualifiche pessime. A quattro gare dalla fine così Hamilton ha ben 66 punti di vantaggio su Vettel, mentre la Ferrari accusa un ritardo di 78 punti nel Costruttori.
 
 
Re Lewis, regina Mercedes
 
I titoli così non sembrano più in discussione, con la Ferrari che si consola con il grande successo di Raikkonen ad Austin, il quale vince davanti a Verstappen ed Hamilton, mentre Vettel è quarto dopo un testacoda al primo giro. Lewis chiude i conti in Messico, nel giorno della vittoria di Verstappen, con il 5° posto che gli è sufficiente per garantirgli il quinto titolo. La Mercedes invece deve attendere altre due settimane per avere la certezza del titolo Costruttori, che arriva con la vittoria di Lewis (aiutata dalla follia di Ocon, che da doppiato colpisce il leader della corsa Verstappen) in Brasile. Ad Abu Dhabi atto finale con Hamilton che vince ancora (408 punti in una stagione, record di sempre) davanti a Vettel e Verstappen, sfortunato Raikkonen che saluta la Ferrari con un ritiro.

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