Formula 1

 

Domenicali: “Ferrari, siamo ancora al calcio d’agosto”

Il team principal del Cavallino cerca di restare con i piedi per terra, nonostante gli esiti dei test di Valencia.

ferrari,stefano domenicali LaPresse Brian Stefen Paul 04/02/2010

Sappiamo bene che i tempi dei test, in particolare quest’anno, vanno presi con le molle. Per usare un esempio calcistico, siamo ancora al calcio d’agosto”. Lo dice Stefano Domenicali all’indomani della conclusione della prima sessione di test del 2010.

Il team principal del Cavallino cerca di restare con i piedi per terra, nonostante il responso delle prove del Ricardo Tormo. Anche perché: “Non dobbiamo dimenticarci dove eravamo in termini di prestazioni all’ultimo GP dell’anno scorso: c’è ancora tantissimo da lavorare per recuperare quel distacco e tanti sono i problemi che dobbiamo ancora risolvere. E poi, non sapendo il quantitativo di benzina che le altre vetture avevano a bordo, è impossibile farsi un’idea precisa dei valori in campo: magari qualcuno ha voluto giocare a nascondino e poi c’è qualcun altro che ancora deve presentare la sua macchina”.

In F1 i miracoli non avvengono: per andare forte bisogna lavorare duramente mesi e mesi e poi ci si deve confrontare con avversari che hanno altrettante capacità e motivazioni. Non dobbiamo dare nulla per scontato né farci illudere da indicazioni che possono essere totalmente ingannevoli. Non dobbiamo fare come nel calcio dove bastano due risultati positivi o negativi di seguito per passare in un attimo dalle stelle alle stalle o viceversa”, prosegue il capo della Gestione Sportiva della rossa.

Se c’è una cosa di cui siamo soddisfatti è proprio l’affidabilità dimostrata – spiega a ferrari.com Domenicali –. Gli oltre 1.400 km percorsi rappresentano un buon inizio e bisogna dare atto che l’intenso lavoro fatto ai banchi prova e in termini di simulazione nelle settimane che hanno preceduto il debutto sta dando i suoi primi frutti”.

L’ultimo commento è dedicato a Massa e Alonso: “Li ho sentiti entrambi contenti di come erano andate le cose, soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità. Entrambi avevano motivazioni particolari e una gran voglia di guidare: sarebbe stato frustrante non cominciare con il piede giusto su questo fronte. Sia Felipe che Fernando sanno che dobbiamo lavorare molto e hanno dato già molte indicazioni su dove dobbiamo migliorare la vettura”.



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