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MotoGP, vigilia del mondiale: il punto squadra per squadra

Domenica in Qatar scatta la stagione 2018, ecco come si presentano le varie case

Valentino Rossi, MotoGP - Foto www.imagephotoagency.it

19:35 - 12 Marzo 2018
Pochi giorni e poi via, il mondiale 2018 prenderà ufficialmente inizio. Quattro sessioni di test invernali, in cui sono venuti fuori spunti e riflessioni per fare un quadro della situazione. Alcune cose possono ancora cambiare, se non alla prima gara almeno in corso d'opera, ma intanto proviamo a fare un bilancio casa per casa.
 
 
Honda
 
Quattro titoli in cinque anni, e rispetto alle ultime due stagioni, finite in trionfo, sembrano anche messi meglio. Inutile dire che Marquez e la sua Rc213V fanno già paura, e si candidano al ruolo di favoriti anche per quest'anno. Honda ai test di Valencia a novembre era quella più avanti nello sviluppo, e la squadra ha lavorato tanto e bene in tutte le sessioni invernali, anche con Pedrosa. Nell'ultimo test in Qatar (pista non propriamente congeniale alla Honda) Marquez si è detto contento dei miglioramenti sul passo gara, gli avversari sono avvisati.
 
 
Yamaha
 
Qui di certezze ce ne sono poche e di incognite tante. Vinales ha spesso sofferto nei test, faticando a trovare un set-up della moto che lo soddisfacesse appieno, mentre Rossi per certi versi si è detto contento. La M1 sul giro secco c'è, e ci sarebbe pure nei primi giri di corsa, stando alle simulazioni gara. Il problema viene dopo, cioè quando le gomme si usurano: è lì che la Yamaha va in crisi totale. I problemi sono legati ad un software che sulla moto giapponese non è ancora a livello di Honda e Ducati, l'elettronica è il vero nemico di questa Yamaha, che porta ad una gestione delle gomme a dir poco complicata. Se si risolvono i problemi su questo fronte pure Rossi e Vinales saranno della partita, altrimenti per il titolo sarà dura.
 
 
Ducati
 
In Malesia Lorenzo sembrava in paradiso, invece tra Thailandia e Qatar il maiorchino si è trovato di nuovo in difficoltà e rappresenta una delle più grandi incognite alla vigilia di questo mondiale. Problemi che non si pone invece Andrea Dovizioso, che ha cominciato la stagione con il piede giusto: il forlivese si è sempre detto contento della Desmosedici, con l'ultimo dubbio che riguarda la scelta del telaio. Sia il giro secco che il passo gara hanno soddisfatto il Dovi, che ha tutto per un 2018 a grandi livelli. Ed è lui lo sfidante numero uno di Marquez.
 
 
Suzuki
 
Rins sembra un altro rispetto a dodici mesi fa, Iannone invece ha dato segnali di ripresa solo nelle prove in Qatar. In generale, pare che i miglioramenti ci siano sulla GSX-RR, che vuole assolutamente tornare sul podio e dare battaglia nelle posizioni che contano davvero dopo un 2017 difficilissimo. Non sarà facile però né acciuffare una tra Honda, Ducati e Yamaha, né tenere a bada Aprilia e Ktm, vogliose di crescere.
 
 
Ktm
 
In pista andranno ancora Pol Espargaro e Bradley Smith, ma con una moto che dopo lo svezzamento dell'anno passato deve assolutamente volere qualcosa di più. Nel 2017 uno dei punti deboli era l'accelerazione, dunque si è lavorato su motore ed elettronica, senza tralasciare il telaio, anch'esse bisognoso di migliorie per permettere ai piloti di lottare per posizioni migliori. Si è visto poco però nei test, forse ci sarà ancora da soffrire...
 
 
Aprilia
 
Lo scorso anno Aleix Espargaro ha lavorato praticamente da solo, viste le difficoltà in cui si era ritrovato Lowes, mai all'altezza della situazione. Il problema è che anche Redding, nuovo arrivato, sta soffrendo tanto l'adattamento alla RS-GP, ed è di vitale importanza avere due piloti che lavorino allo sviluppo di una moto ancora acerba. Vedremo dove arriverà la casa di Noale, ma al momento la squadra non intravede quello step di competitività che sperava.
 
 
Team clienti
 
Agguerriti e fiduciosi, c'è più di un caso tra le squadre satellite in cui ci sono ambizioni elevate. E' il caso di Petrucci, che vuole continuare a raccogliere qualche podio ma anche centrare il bersaglio grosso (ci è sempre andato vicino col bagnato), ma pure di Crutchlow, a suo agio con la nuova Honda, ed anche Zarco, che ha scelto di tenersi la M1 del 2016 anziché la 2017 con la speranza di poter lottare ancora ai vertici come accaduto il più delle volte l'anno scorso. Nelle parte bassa della classifica, aspettiamoci la solita ed agguerrita battaglia.
 

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