Vancouver 2010
Il Canada vola, l'Italia esplode di rabbia
Hamelin trascina i padroni di casa in testa al medagliere. In casa azzurra arriva il duro sfogo della Fontana.
AP
Filippo Pazienza 27/02/2010
Charles Hamelin, Maria Riesch e Arianna Fontana. Questi i volti copertina della terzultima giornata di gare alle Olimpiadi di Vancouver. Peccato, per l'Italia, che se sui primi due fa bella mostra di sé il sorriso che solo un campione olimpico può sfoggiare, quello dell'azzurra sia invece l'emblema della rabbia e della delusione di una spediazione fino a questo punto quasi fallimentare. Il trionfo di Hamelin è quello di tutto il Canada, che con quattro medaglie (2 ori, 1 argento e 1 bronzo) balza in testa al medagliere scalzando - per numero di successi - la Germania mentre gli Stati Uniti restano al comando per numero totale. La maggiori soddisfazioni, per i padroni di casa, arrivano dallo short track dove Hamelin firma una storica doppietta vincendo prima i 500 metri (dove il Canada sfiora la doppietta col terzo posto di Tremblay, preceduto dal sudcoreano Si-Bak Sung) per poi aiutare anche il quartetto canadese nella staffetta sui 5000 metri. Il poker viene poi completato dall'argento nel curling femminile alle spalle della Svezia (terze le cinesi).
Dopo l'impresa di Hamelin, centra il secondo oro personale in questa Olimpiade anche la tedesca Maria Riesch che nello slalom speciale dello sci alpino bissa il successo già ottenuto in supercombinata. Argento con un pizzico di delusione per l'austriaca Marlies Schild, bronzo a sorpresa per la ceca Sarka Zahrobska La giornata si era aperta col successo della Norvegia nella staffetta maschile sui 4x7,5km dello sci di fondo, vinta da Bjoerndalen e compagni davanti ad Austria e Russia. Incamera un oro anche l'Olanda grazie a Nicolien Sauerbreij, neo campionessa olimpica nel gigante parallelo dello snowboard davanti alla russa Ilyukhina e l'austriaca Kreiner.
Infine, ci pensa la cinese Wang a rompere il monopolio canadese nello short track vincendo i 500 metri femminili. Alle sue spalle, argento per la statunitense Reutter e bronzo per la sudcoreana Park. Sempre più grigia l'Olimpiade italiana, dove col passare dei giorni il nervosismo si sta aggiungendo alla costante mancanza di risultati. Nicole Gius è giunta ottava nello speciale femminile (diciottesima la Karbon, fuori la Costazza), ma a dominare la scena è stato soprattutto lo sfogo di Arianna Fontana, eliminata nei quarti dei 1000 metri dello short track. Male anche l'inseguimento maschile del pattinaggio di velocità con Fabris e compagni eliminati nei quarti di finale.
Più che la gara odierna, però, la polemica sollevata dalla medaglia di bronzo nei 500 metri ha avuto come obiettivo il clima che si è respirato nella squadra azzurra di short track, team di cui la Fontana si è rifiutata di far parte nella staffetta sui 1500 metri: "Mercoledì avevo rinunciato alla staffetta perché dopo finale B dei 1500 mi sono sentita poco bene. E subito sono uscite fuori voci assurde: hanno detto che avrei rinunciato per ripicca nei confronti dei tecnici che non hanno fatto correre il mio ragazzo (Roberto Serra, ndr) nei 500. Stupidaggini, lui è grande grosso e sa difendersi da solo".
La mira si è poi spostata sull'altra compagna di squadra, Yuri Confortola: "Non mi conosce, non si doveva azzardare (la Confortola ha ipotizzato che la Fontana si fosse "montata la testa", ndr). Io non me la tiro, non mi credo chissà chi, non mi sono mai comportata male, chi mi conosce sa chi sono. La verità è che non siamo mai stati una squadra, sono quattro anni che non andiamo d’accordo ma hanno sempre voluto tenere nascosta questa cosa ".
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