Perché la corsa fa stare bene

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Correre dona una particolare scarica di benessere e felicità. Ma perché?

Tutte le attività sportive fanno bene, e donano una piacevole sensazione di benessere. Ma chi pratica il running sostiene in particolar modo che dopo una corsa si avvertono sensazioni di ‘extra piacere’: benessere, euforia, positività, persino una sorta di pace interiore. Perché? L’Evening Standard lo ha chiesto a un professionista, andando a scavare nelle ragioni per cui correre fa stare così bene (qui l’articolo completo).

Perché correre fa bene

Il neuroscienziato Ben Martynoga spiega come diverse ricerche su questo tema si rifacciano ad alcuni aspetti ancestrali. Ovvero, al fatto che correre è sempre stata un’attività utile, fondamentale per l’umanità. Saper correre era cruciale per sopravvivere e cacciare, per esempio. Secondo molti ricercatori il nodo cruciale sta qui, nell’evoluzione: la corsa attiverebbe alcuni recettori, alcuni percorsi sinaptici che appagano in modo particolarmente sentito.

Lo scienziato aggiunge che sono inoltre sempre di più gli studi che correlano l’esercizio aerobico all’abbassamento dei livelli di stress. Gli enzimi che si arrivano dallo sforzo muscolare permetterebbero infatti di eliminare le particelle ‘tossiche’ legate allo stress. Da non sottovalutare inoltre la scarica di endorfine che il cervello produce durante una corsa. In lingua anglosassone la sensazione di euforia data dalla corsa viene chiamata runner’s high, ovvero lo ‘sballo’ del corridore. Perché la sensazione è simile a quella avvertita dopo aver assunto cannabinoidi: relax, felicità, buon umore. Ancora, continua Martynoga, correre richiede concentrazione. Per quanto siano due attività differenti, la concentrazione che si mette nel running è paragonabile ad una sessione di meditazione.

Insomma, non c’è una sola risposta al quesito, ma il benessere che deriva dal correre ha molte possibili spiegazioni. In ogni caso, è un’attività nella quale vale la pena investire del tempo, sia che la si pratichi assiduamente che in modo saltuario.