Trampolino del Bergisel, storia della meraviglia del salto con gli sci

Trampolino del Bergisel
Trampolino del Bergisel

Creato da Zaha Hadid, si inserisce pienamente nello spettacolare paesaggio di montagna

Il trampolino del Bergisel di Innsbruck realizzato da Zaha Hadid è una meraviglia di saperi tecnici che permetterà presto agli atleti del salto di toccare – quasi – il cielo con un dito. C’è infatti qualcosa di futuristico e distopico nella struttura che ricorda quella del MAXXI di Roma e che oggi si staglia sulle montagne come unico rifugio della civiltà alto oltre 50 metri. Dalla cima si abbracciano le vette del Patscherkofel, la Nordkette e del Serles.

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Ultimo aggiornamento il 18 Febbraio 2019 15:14

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Trampolino del Bergisel: i segreti della sua architettura

La struttura in cemento e vetro aperta dal 2002, ospiterà presto una delle prove più avvincenti del Campionato del Mondo di Sci nordico di Seefeld, il salto lungo con gli sci. Si tratta non tanto di un semplice trampolino ma di una vera e propria scultura aerea. Un corpo massiccio affiancato dallo ski jump, che ospita nella parte alta sia un belvedere sia una caffetteria.

Insomma siamo di fronte a un gioiello dell’architettura sportiva concepita con più funzioni per il territorio che la ospita.

Dal 20 al 22 febbraio 2019 i migliori atleti si sfideranno nello stadio del Bergisel in una competizione che attirerà nella Capitale delle Alpi circa 60mila persone.

Il trampolino da salto è collocato sul monte Isel o Bergisel (in tedesco), considerato una sorta di “monte del destino” per tutto il Tirolo e in particolare per Innsbruck. Leggenda vuole che oltre 200 anni fa vi combatté infatti, per la libertà della patria, un gruppo di coraggiosi tirolesi capeggiato da Andreas Hofer. Proprio accanto al trampolino si trova il museo Tirol Panorama che ospita la storia della vicenda.

Il primo trampolino fu edificato nel 1925 e in seguito l’impianto sportivo ha avuto per ben tre volte l’onore di ospitare la fiaccola olimpica. In occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 1964 e del 1976, nonché per la prima edizione dei Giochi Olimpici Invernali Giovanili del 2012. Eppure solo attraverso la potenza visiva dell’archistar scomparsa nel 2016 è diventato qualcosa di altro rispetto alla pura funzionalità. Qualcosa che potremmo definire davvero celestiale.