Sciare senza neve (naturale), tutti i modi per inventarsi un sogno

Sciare senza neve
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Dalla neve programmata agli impianti outdoor fino all’orgoglio italiano della Neveplast. Alcune curiosità da scoprire

Sciare senza neve, se manca la materia prima che si fa quando la voglia di lasciarsi scivolare sulle piste prende il sopravvento? Semplice, si lascia spazio alla tecnologia e alle soluzioni artificiali, ma attenzione a chiamarle così e non ‘tecniche’ perché si toglie magia, le rivoluzioni che in questi anni hanno permesso agli amanti della neve di poter contare sul loro agente atmosferico preferito. E questo pur in assenza di un fenomeno naturale copioso.

Sì perché spesso la neve naturale non riesce a coprire le esigenze di garantire un buon fondo per il numero elevato di sciatori che affollano la stagione. Ai puristi questa prospettiva non piacerà ma spesso il sistema artificiale può rappresentare una via d’uscita per l’assenza di neve. Per non parlare di Neveplast, la plastica sintetica inventata a Bergamo che oggi permette di sciare a Copenaghen sul tetto del celebre termovalorizzatore.

Ecco quindi alcune soluzioni alternative.

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Sciare senza neve: come si realizza la magia della neve tecnica

Praticamente tutti gli impianti sciistici del nostro Paese sono dotati di ampi sistemi di innevamento – parliamo di una percentuale vicina al 70% -. Sono sistemi che trasformano l’acqua, spesso prelevata dai bacini montani, nella classica neve programmata.

A regolare la creazione della neve sono i classici cannoni che vediamo sulle piste. Sembrano intrusi nel paesaggio naturale ma in realtà sono veri e propri alleati dello sciatore.

Poi abbiamo il creatore di neve, se così possiamo chiamarlo un po’ romanticamente, una figura, diventata ormai una vera e propria professione, che tiene sotto controllo tutto il processo di creazione della neve programmata.

Infine per potere sparare la neve è fondamentale che le temperature siano basse e inferiori allo zero. Quindi freddo e attrezzature tecniche non cambiano anche se ormai il sistema di neve programmata ha raggiunto standard molto alti per lo sciatore più esigente.

Ultimo aggiornamento il 27 Ottobre 2020 02:58
Ultimo aggiornamento il 27 Ottobre 2020 02:58

Gli impianti indoor

Tra gli impianti al chiuso che rendono possibile lo sci indoor, sicuramente è molto noto il centro di Dubai, il Dubai Ski Dome. 2 piste, una seggiovia, uno skilift, snowpark e il rifugio in stile alpino.

Anche l’Europa però si difende con il suo Bottrop Alpincenter: unica pista e pratici tapis roulant per la salita. In Italia invece sono in fase di studio e di attuazione ben due progetti.

Quello del comprensorio indoor di Selvino e quello di Arese, entrambi in Lombardia,. Basati sul modello dell’indoor internazionale, mirano a dare la possibilità di sciare anche appena fuori dalle città e dai centri urbani.

Se l’indoor ha un cuore italiano con Neveplast

Infine, se lo sci senza neve è arrivato nel cuore di Copenaghen lo scorso anno, dove è stata creata una pista – CopenHill – sul dorso del termovalorizzatore, è anche merito di Neveplast, il materiale sintetico che riproduce l’effetto sciata della neve creato da un’azienda di Bergamo.