Il rugby è uno sport per bambini?

rugby per bambini
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Il tema della sicurezza infiamma il dibattito sul rugby in giovane età. Ma i benefici ci sono, e sono molti

In paesi dove il rugby è uno sport molto diffuso, come la Gran Bretagna, il dibattito sulla sua sicurezza è sempre molto acceso. In particolare, è stato ri-infiammato recentemente dalla presa di posizione di alcuni medici che hanno posto l’accento sui pericoli dello sport di contatto in giovane età. Presso molte scuole britanniche infatti si pratica il rugby (sia tra bambini che tra adolescenti) come vera e propria materia – naturalmente non obbligatoria. Il tema è, secondo questi esperti, quello delle placcate e dei contatti più energici, che secondo loro andrebbero eliminati in fase di crescita perché troppo pericolosi. Ma il rugby per bambini è davvero sconsigliabile? Quali sono invece i suoi benefici?

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Ultimo aggiornamento il 20 Marzo 2019 20:08

Rugby per bambini, sì o no

La discussione si è subito accesa. Da un lato chi è d’accordo con il considerare il rugby come troppo pericoloso per i giovanissimi. Dall’altro chi afferma che l’allarmismo è esagerato, che le statistiche non imputano più infortuni al rugby che in qualsiasi altro sport particolarmente dinamico. E che, in ogni caso, i bambini non possono essere tenuti sotto una campana di vetro per paura che si facciano male. Esperti, genitori, insegnanti, allenatori, giocatori, educatori stanno partecipando al dibattito (potete leggere alcune opinioni su Guardian) che probabilmente non troverà mai un punto fermo. Ma la discussione sta anche permettendo di sottolineare come nel rugby per bambini ci siano anche un’infinità di aspetti positivi, oltre all’ovvio benessere che deriva dal praticare attività fisica all’aperto.

Come tutti gli sport di squadra, crea coesione, fa nascere amicizie, insegna la solidarietà e a relazionarsi con gli altri. E allo stesso tempo a rispettarli. Proprio il fattore del rischio diventa infatti motivo per parlare di sicurezza e rispetto dell’altro: il tema è eternamente presente in questo sport, specialmente quando si allenano bambini. Evitare di far male e di farsi male è un principio imprescindibile. Si ‘lotta’ certo, ma con un amico, non con un nemico, e questa differenza è fondamentale. Inoltre, a differenza di molti altri sport di squadra, il rugby insegna l’equità: tutti i giocatori sono protagonisti di un’azione, tutti hanno la possibilità di prendere la palla e correre, passarla, difenderla. Per non parlare della costruzione dell’autostima, della sicurezza, dell’imparare a credere nelle proprie capacità. E per concludere, il rugby permette di sfogare quel piacere ancestrale dello sporcarsi, rotolarsi nel fango, gettarsi a terra. Insomma, a fronte di potenziali infortuni (possibile in qualsiasi sport) i benefici sono tanti, e non vanno sottovalutati.