Basket Usa, chi sono e quanto guadagnano le mascotte NBA

Joe Robbins/Getty Images

Il prossimo 24 gennaio 2020, Charlotte Hornets e Milwaukee Bucks saranno protagoniste di un momento epocale nella storia del Basket. Le due franchigie si scontreranno a Parigi nel primo incontro di Regular Season ospitato dalla Francia (dopo Londra nel 2015) e per molti appassionati di pallacanestro europei sarà una occasione unica. Anche di vedere dal vivo due delle mascotte più popolari e amate tra le tante che ogni sera rendono i match della NBA ancor più divertenti e avvincenti. Almeno in attesa dei PlayOffs, ormai alle porte!

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Hornets, Bucks, Raptors e Bulls

Ad attraversare l’Oceano saranno quindi Hugo the Hornet e Bango the Buck! Ma se il calabrone turchese della North Carolina è sicuramente uno dei più noti, e appariscenti – anche per merito della figlia di Jim Henson (‘quello dei Muppets‘) che lo creò nel 1988 – il cervo di Milwaukee ha un pedigree unico. Nato nel 1977 in occasione del ritorno in città da avversario del grande Kareem Abdul Jabbar, Bango è stato a lungo indossato dal cosiddetto “LeBron James delle mascotte” Kevin Vanderkolk e ancora oggi risulta la migliore mascotte in molte classifiche di categoria.

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Ultimo aggiornamento il 15 Giugno 2019 11:17

Classifiche che spesso si basano su criteri diversi, ma che generalmente vedono in testa le solite figure… A contendere lo speciale titolo a Bango, infatti troviamo di solito The Raptor di Toronto (celebre per aver invaso il consiglio comunale cittadino per festeggiare una vittoria), The Gorilla dei Suns (che continua a conquistare la folla da quella che doveva restare la sua unica apparizione nel 1980) e il Toro di Chicago. Benny the Bull potrebbe discendere dalla prima mascotte in assoluto della lega, secondo alcune versioni, di certo ne è uno dei più rappresentativi, soprattutto tra canzoni dedicategli e l’apparizione in un videogioco.

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Mascotte da paura!

Ma tra i migliori vale la pena citare anche Pierre the Pelican di New Orleans, a suo modo intimidatorio per gli avversari (soprattutto dopo il restyling chiesto a gran voce dal suo stesso pubblico)! Una mascotte che appare anche nella classifica dei pupazzi più inquietanti dell’NBA. Insieme al Sir CC dei Cleveland Cavaliers – accompagnato dal fido Moon Dog – e al Coyote degli Spurs, dagli occhi spaventosi. Certo, il Clutch ‘Winny the Poo cattivo’ degli Houston rockets e l’atroce Mavs Man di Dallas sono degli ottimi contendenti. Solo un gradino più in alto dell’incredibile (non in senso buono) Stuff the Magic Dragon di Orlando o l’indecifrabile Burnie dei Miami Heat!

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D’altronde non tutti sembrano avere il coraggio dei Nets, che nel 2014 pensionarono il loro Brooklyn Knight andando a raggiungere New York Knicks, Golden State Warriors e Los Angeles Lakers tra le franchigie prive di Mascotte. Le uniche, visto che il resto del gruppo si dibatte – nel bene e nel male – a ‘centro classifica’, per la gioia dei soli propri fan. E nemmeno tutti!

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Dominano gli animali in divisa da basket

Ad Atlanta Harry the Hawk, a Denver Rocky the Mountain Lion e a Sacramento Slamson the Lion, a Detroit il cavallo Hooper, in Indiana, il gatto Boomer, in casa Clippers Chuck the Condor, Grizz dei Memphis Grizzlies, il lupo Crunch dei Minnesota Timberwolves, Rumble the Bison per gli Oklahoma City Thunder, lo stiloso Trail Cat Blaze di Portland, Franklin the Dog dei 76ers e l’Orso degli Utah Jazz confermano la passione animalista dell’NBA. A spiccare, in questo senso – e negativamente – sono la raggelante accoppiata ‘magica’ G-wiz/G-man dei Washington Wizards e il Lucky the Leprechaun dei Boston Celtics. Quest’ultimo più un uomo mascherato che una maschera vera e propria. Celebre più per i successi della franchigia e per il suo rifarsi alla mitologia irlandese che per meriti personali.

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Quanto guadagnano le mascotte NBA?

Non abbiamo dei dati aggiornati, ma fino a un paio di anni fa il compenso medio per una mascotte ‘part-time’ si aggirava tra i 25 e i 100 dollari a match. Il ché considerato quante partite si giochino nell’NBA e il fatto di non aver bisogno di una educazione specifica per accedervi potrebbe non esser male. Ancor più considerando che l’impiego a tempo pieno nei panni dei suddetti personaggi, in molti casi assicura uno stipendio annuo tra i 20.000 e gli 80.000 dollari, esclusi benefit!

Varrebbe la pena di farci un pensierino, consideranto che queste cifre possono raggiungere – in alcuni casi – i 100.000 dollari o più! Come per il Gorilla dei Suns, Benny the Bull o Hatt the Hawk (che qualche anno fa fatturavano rispettivamente 170, 155 e 120mila dollari). O Come Dave Raymond, storico ‘Phillie Phanatic’ dei Philadelphia Phillies’, e fondatore della scuola Raymond Entertainment e della Mascot Hall of Fame…